lunedì 31 ottobre 2011

"amo gli animali, devo proprio rinunciare alle pellicce?"


...non so, fai tu!

il seguente post (mi piace il “seguente”, non lo sentivo più dire dalle elementari o medie... si usava molto nei temi di matematica... in effetti ogni tanto si usa comunque, ma a me ricorda immediatamente i temini di matematica delle elementari...) (ho un problema con le parentesi troppo lunghe, lo so...) dicevo: questo post è dedicato alle campagne pubblicitarie, rivolte a un pubblico di subnormali, che stanno tappezzando la città. non ne ho presente tantissime, non sono sempre in giro o comunque, per fortuna, non le ho notate tutte.
“io non perdo e sono molto più sicuro...” relativo agli accendini. Forse mi sono distratta, ma non mi risulta ci siano stati casi di incidenti gravi causati da accendini tascabili... è saltata qualche casa e nessuno m'ha detto niente?
l'altra fenomenale che ho visto è: “sono una mamma! e mi sento più donna!”... io no, sono meno donna? credere, obbedire, combattere e dare sempre nuovi virgulti alla patria? ...con che soldi?
e per finire quella che dà il titolo al post: “mi piacciono gli animali, devo proprio rinunciare alle pellicce?” non oso pensare cosa possa esserci scritto dentro un articolo che parte da un simile, demenziale, presupposto.
amo il mio fidanzato. ho pensato di farmi una borsetta con la sua pelle, dite che se la prende?
no... sarà contento, vedrai! vai vai!

breve ed estemporanea analisi: è il mercato che plasma il suo pubblico o il mercato si adegua alle richieste del pubblico?
secondo me è più vera la prima.
le 2 pubblicità rivolte alle donne, titoli di giornali femminili, le vedo come una contromossa forse del gruppo mondadori (di proprietà di sappiamo chi) -non ricordo i titoli delle riviste, ma qualcosa mi dice che è come immagino... sì, ho fatto un rapido controllo google. l'articolo sulle pellicce è di amica, del gruppo mondadori. l'altro non lo riesco a trovare, ma la maga, che è in me, dice che secondo lei anche lì...
contromossa contro cosa? contro le donne che scendono in piazza a dire: “se non ora quando?”, per esempio. le donne portatrici di rinnovamento non-violento.

(la maga giusy aveva ragione come sempre... in effetti quello della mamma che si sente più donna è un altro titolo della stessa rivista!)

per cui il piano è: rincoglioniamo più che possiamo le donne. gli metti una rivista in cui si parla di moda, tendenze, cucina, arredamento... e poi tra una foto e l'altra ci schiaffi un articolo demenziale.
il cervellino dell'acquirente media farà un piccolo cortocircuito: eh, ma allora è una rivista ok, o no?
articolo allucinante... bei vestiti... articolo retrogrado... buone ricette e consigli per la casa...

vabbé, dai! è un punto di vista... e in effetti le pellicce tengono tanto caldo... e mi sento più donna da quando sono mamma? mi sento più donna, no? sì, sì, mi sento più donna... pure con le smagliature... bene! sono pronta a bermi tutte le altre boiate che mi scriverete! ...in effetti questi manifestanti di roma non eran affatto ben vestiti! voglio dire, vai a una manifestazione... vestiti come si deve! e poi tutti dei violenti! eggià! AAAHHHHHH!!!!! guarda cos'hanno fatto a quelle povere vetrine!!!! brutta gentaglia! delinquenti!!! black bloc assassini!!!

la faccenda del titolo sulle pellicce ha fatto discutere e qui lascio il link di un post specifico e dettagliato sul problema: proteste degli ambientalisti e risposta della direttrice del giornale... risposta toccante... tocca lo stomaco!


bon!
per oggi è tutto, credo... attuttalorrrr...!!!

ps siamo a quasi 400 visualizzazioni, e oggi si chiude la 4° settimana :)

pps facciamoci del male! ecco il link dell'articolo 

e delle copertine geniali!
http://www.leiweb.it/amica/2011/shayk-sednaoui-herzigova-30364972697.shtml

ppps... ma oltretutto ma quanto sono brutte e tamarre 'ste pellicce?!? domani ordino un giubbotto di pelle di modella... :-P!!!


venerdì 28 ottobre 2011

ARVO PÄRT - FRATRES (Kronos Quartet Interpretation) MEDITATION, IMMORTAL...



Ascoltavo sempre questo cd dei Kronos Quartet quando studiavo lettere, Winter Was Hard.
Poi non mi sono laureata, non ci sono neanche andata vicino. Ma ho fatto dei gran viaggi d'immaginazione con queste note nelle orecchie, col discman -che giustamente non si usa più: rovina i cd, salta ogni istante e si sfascia dopo poco...
Il cd è molto bello e lo consiglio caldamente.

mercoledì 26 ottobre 2011

L'oggetto del desiderio.

ecco in questo momento mi domando perché, per molti, se non per quasi tutti (in minima parte)... perché per molti l'oggetto del desiderio è sempre ciò che non è qui e non è ora. facciamo una fatica immane, in generale ad essere: qui ed ora. siamo sempre da un'altra parte, con la testa.
escluse poche fortunate eccezioni, o pochi fortunati momenti. momenti felici.
ma... è come se, normalmente, desiderassimo di trattenere tra le dita qualcosa che scappa da tutte le parti, come il mercurio...

quello che segue è un piccolo pezzo che ho scritto veramente molto tempo fa. fa parte di un romanzo che uscirà postumo, credo. scherzo! non penso che uscirà, anche perché non sto facendo niente perché ciò avvenga...
e anche perché non è un vero romanzo, ma una sorta di garbuglio e per metterci ordine penso impiegherò una vita, misto di racconto, dialoghi e, diciamo poesie. la dico sempre con un po' di pudore questa parola: poesia.
ad ogni modo, ecco L'oggetto del desiderio


IO SONO
                   L’OGGETTO DEL DESIDERIO.

IO SONO: LA DIMOSTRAZIONE CHE SEI

UNO STUPIDO
UN ALLOCCO

UN FALLITO

UN UOMO INUTILE
UNA DONNA INUTILE.
MA TU MI VUOI.
E NON HO NEANCHE NIENTE DI SPECIALE.
MA TU MI VUOI.

PERCHÉ?

ps ci tengo a specificare che il blog ha deciso autonomamente di dare diversi spessori e dimensioni al testo, non so perché. ci sto combattendo da un po', mi sono rotta: lo lascio così.
ok... se qualcuno vuol dire come la vede, ogni tanto, può anche farlo...
com'è, è roba che sembra abbia senso solo a me, da qui, oppure si capisce anche da lì?

martedì 25 ottobre 2011

OGGI HO CAPITO...

come si fa ad iscriversi ad un blog altrui...

in cima alla pagina, a sinistra c'è una scrittina: segui. (come direbbe il bianconiglio... "seguimi, seguimi, non c'è tempo...")

ci si clicca sopra.

si apre una finestra.

ci si clicca dentro, dando la conferma.

è fatta!

ps ogni messaggio subliminale è puramente casuale....

sabato 22 ottobre 2011

Parole d'amore.



Siccome ho detto che volevo trattare un po' di tutto... direi che ci vuole una recensione. Di un film, andiamo sul semplice; di un film che non m'è piaciuto affatto, ancora più semplice.

Parole d'amore con Richard Gere e l'attrice secondo me più bella del mondo, che in questo film appare piuttosto sciupata, spero dal trucco, Juliette Binoche (che associo e assocerò sempre al primo film in cui l'ho vista, Les amants du Pont Neuf -film stupendo). Un film del 2005. Il nome del regista non lo starei manco a cercare e riportare perché penso che si possa vivere tranquillamente senza seguire l'evoluzione della sua carriera...
Per prima cosa, cercando un'interpretazione globale del film, direi che si può definire un film politico di regime. Nel senso che c'è un messaggio che il regime vuol dare al popolino, non mi spiegherei altrimenti la scelta di attori importanti come questi, per un film vuoto, pesante e noioso come questo. E il messaggio del regime sarebbe: non studiate, non coltivate la passione per l'arte e stranezze varie! Altrimenti diventate noiosi, stralunati, e propriamente pazzi come i componenti di questa famiglia(in particolare la madre, che verrà ricoverata). E se per caso vostro figlio vi chiede di suonare il violoncello: mollategli un ceffone e dategli del ricchione!
Sì perché non si tratta di una famiglia normale. Richard Gere, il padre, è un docente universitario di teologia e nel tempo libero, la sera, suona assieme al figlio dei duetti di violino e violoncello di Bach e Vivaldi (suonati perfettamente, senza sbavature), che restano in sottofondo a far da ninna-nanna alla figlia minore che sarebbe la protagonista del film. La ragazzina, undicenne, partecipa, vincendole una dietro l'altra, a gare di spelling, che in italiano si potrebbe tradurre con: scansione ortografica.
Le danno una parola -difficile come “origami”, che torna 3 o 4 volte nel film, come a sottintendere un significato simbolico (profondo!)- e lei deve dire di quali lettere è composta. La traduzione in inglese di "origami" sarebbe “paper-folding”. Non parrebbe una parola così complessa da scandire...
E c'è da dire che quella dei concorsi di Spelling pare sia una cosa che esiste solo negli states, sarà perché si mangiano le parole, sarà perché hanno un'idea tutta loro della cultura...
E la faccenda dello spelling dà il via a una serie di sviluppi filosofico-simbolici, assurdi, che rimangono abbastanza fumosi e che non vengono mai approfonditi -ma come farlo senza sfociare nel paranormale? (scrivi una parola, le fa il padre, e poi riscrivila spostando le lettere, permuta le lettere, anche formando parole che non esistono e poi arriverai a... Dio! -e al manicomio, come la madre!...) 
(oppure fanno degli esercizi -sempre per avvicinarsi a "dio"...- il padre fa tenere una nota molto, mooolto, lunga alla figlia, al termine della quale ci si aspetterebbe una qualche apparizione, un piccolo cataclisma da giardino, qualcosa! invece niente... il padre le fa: basta così, è una tecnica molto intensa, può essere pericolosa.. la figlia insiste con una vocetta acuta da riposseduta -o meglio ancora da nido del cuculo, i doppiatori parodisti: ah, no ddai, papà! m'è piasciudo tanto tanto! un'altra volta sola, dai... va bene, risponde il padre, ma non ci prendere troppo gusto, che non si può fare sempre! - certo che a leggere senza vedere potrebbe sembrare una scena molto scabrosa...)
Per cui, tornando ai personaggi: il padre, teologo, “sensibboli”, infatti quando la moglie si nega ai doveri coniugali gli scappa una lacrimuccia, a un certo punto del film, ma non osa lamentarsi più di tanto, perché è un'intellettuale e, in quanto tale, un po' “frocio”, ça va sans dire...
E sa cucinare, ed è premuroso, "sensibboli",  è il punto di riferimento della famiglia, tutti pendono un po' dalle sue labbra, lo amano e quasi lo temono, all'inizio. Poi dopo invece gli sfuggono, lo odiano, tradiscono la sua religione -non una qualunque, la religione ebraica- impazziscono, sbagliano lo spelling a posta... ma non precorriamo!
Inizierei a vederci anche un po' di anti-semitismo soft, ma in generale di cattolicesimo anti-altre religioni! Visto che anche gli Hare Kishna, unica rappresentanza di altre religioni, compare sullo sfondo come scelta "sbagliata" tanto quanto l'ebraismo, direi; l'ebraismo a causa del quale la madre diventa pazza, cercando il modo di realizzare la frase presa dalle sacre scritture che il marito le ripete: trattieni la luce... e blabblà vari carichi di enfasi!
Ecco una cosa veramente insopportabile di questo film: l'enfasi!

Per cui: padre perfetto e insopportabile. Figlio, suonatore di violoncello, con crisi mistica che cerca di diventare Hare Krishna, censurato prontamente dal padre, non appena lo scopre. Figlia che vince le gare di spelling, grazie a una sorta di potere mistico: chiude gli occhi, sente la voce dell'esaminatore che dice la parola da scandire, e poi sente la voce della parola, infine la vede e la legge alla commissione... in pratica bara: ha un trucco!
E madre, biotecnologa, completamente pazza e svalvolata che una sera viene sorpresa ad intrufolarsi nell'appartamento di qualche vicino per recuperare delle cose luccicanti che le servono a trattenere la luce in un garage, di cui fornisce l'indirizzo come sua residenza. Questo, però, anche perché è rimasta orfana da ragazzina, in circostanze misteriose mai chiarite, nel film, in cui ha visto i genitori capottarsi in macchina mentre lei è rimasta illesa. Psicologia da quattro soldi: il trauma, l'attaccamento ossessivo a una frase mistica (ebraica), presa alla lettera... vabbé!

Il finale del film: la figlia decide di sbagliare a posta l'ultima parola, perché altrimenti avrebbero vinto solo lei e suo padre, invece perdendo, con un errore stupido, avrebbe vinto tutta la famiglia. E infatti padre e figlio si abbracciano, deponendo le armi, e la madre in un barlume di lucidità dice all'infermiera in ospedale, tra le lacrime: quella è mia figlia! Ah, non ho specificato: perché la guardano in tv! Perché in america danno queste gare in tv, a quanto pare! 
Melassa da diabete!
Il tutto con dei ritmi da morte lenta per inedia... (qui ritorna il cristianesimo, Cristo in croce... che è sempre er mejo... Artro che st'ebbrei! Artro che l'ari-krisjna!)
Ok, a questo punto credo sia utile nominare il regista per evitarlo in futuro (...oh cielo!):

Scott McGehee e David Siegel...

si sono messi pure in due per fare questo obbrobrio!

Film di regime, ne sono profondamente persuasa!

venerdì 21 ottobre 2011

piene di vita.


il tempo delle foto in bianco e nero:

un tempo lattiginoso
incantato
-...e incantevole-
un tempo in cui tutto sembrava più vivo, nuovo, d'avanguardia, possibile!
io non c'ero in quelle foto -belle come disegni.
piano piano le possibilità sono svanite:
mano a mano che le foto si facevano più nitide, precise, effettate, digitali...
e, 
adesso,
penso che mi piacerebbe vivere in una di quelle foto in bianco e nero
in un tempo sospeso
denso
vero
e concreto.
in diafane trasparenze su toni di grigio e lame bianche
di vetri lucidi.
sorrisi enigmatici.
velluti, velluti a costine, feltri, lane cotte, carte da parati, linoleum, formica, grandi lampadari di vetro e metallo.

e gli occhi limpidi di mio padre, con un'aria da monello, un po' sbruffone...
e uno studente brillante, nello stesso tempo.
e mia madre, una vecchia bambina. 
'na vicchiaredda...

tutto è finito con i primi colori,
ma quelle foto
sono
ancora

piene di vita.

mercoledì 19 ottobre 2011

l'ultima dimora... del kitsch!



Non mi sono mai piaciuti i cimiteri. Non arrivo a svenire, come faceva Freud, ogni volta che ci metteva piede o anche solo ci s'avvicinava... però non mi sono mai piaciuti e stamattina ho capito perché:

perché sono brutti!

I cimiteri sono... l'ultima dimora del kitsch, sì!, direi che questo è il modo migliore per dirlo.
Sono orrendi i fiori finti, sono oscene le statue (non parlo ovviamente dei cimiteri monumentali, storici, quello di Parigi il per-qualcosa o quelli costruiti fino ai primi del secolo scorso...), sono deprimenti le decorazioni.
Al cimitero di Lambrate “ho visto cose che voi umani”... : statue che lanciano le mani al cielo -dando l'idea di esser dannati che invocano la salvezza- e hanno le vesti scosse dal vento contrario; misteriose decorazioni geometriche, astratte, curiosi semicerchi, qualcosa a metà tra un non so cosa e un non so cos'altro... fatti un po' di marmo, un po' di metallo... Oribbili!
E non posso fare a meno di pensare ai cari estinti come vittime del cattivo gusto dei loro familiari. Ma probabilmente nella maggior parte dei casi si tratta di cattivo gusto di famiglia, coltivato e tramandato di generazione in generazione. O forse è il dolore per il lutto che obnubila il buon gusto, chissà?
Ma questo è il pensiero che mi angustia di più: alla morte, il tuo corpo, che ti piaccia o meno, appartiene alla tua famiglia e ne potranno fare quello che vogliono. Cremarlo, nel migliore dei casi, o metterlo in uno di quegli abominevoli mausolei in versione piccolo borghese e ti ritroverai il tuo mazzolino di fiori finti, consumati dal vento e sbiaditi dal sole.

In Romania, invece, in un paesino di cui non ricordo il nome Sibiu o Noradea o bo? C'era un cimitero molto carino, su un piccolo colle. Era tutto verde, pieno di alberi, niente marmo e, soprattutto, ogni bara (singola, e non di famiglia, ah!, almeno la morte dovrebbe liberarci dalla famiglia)... insomma, sopra ogni bara c'era una piccola lapide di pietra oppure una croce, un rettangolino delimitato da una fila di pietre laviche o sassi con dentro un giardinetto, per ogni defunto, con piante e fiori lasciati lì a crescere da soli. Un'idea molto più serena e liberatoria della morte: quando te ne vai ti mettono a riposare sotto la terra e sul tuo corpo cresceranno fiori e piante. Fiori veri e vivi, non recisi.

Certo, quando piove un cimitero così si riempie di fango, ci si inzaccherano tutte le scarpe...

Ma già che uno va al cimitero potrebbe anche scegliere una giornata col sole, no?


domenica 16 ottobre 2011

Small Day Tomorrow


sabato 15 ottobre 2011

giovedì 20 ottobre 2011 Giusy Lupis 4tet in concerto

Con l'arrivo dell'incerta stagione autunnale, Sogni a Colori torna! Stavolta in versione "tecnicolor"! Nel senso che siamo passati dal duo al quartetto, per stupirvi -con effetti speciali.

Giusy Lupis voce e narratrice
Antonio Vivenzio piano (e il suo aplomb inglese)
Stefano Grassi contrabbasso (e flessuosi glissati)
Luca Gandolfi batteria (ed effetti speciali sui piatti)

in

"Sogni a colori", storie e colori per sognatori intrepidi!

dove:
Arci Corvetto, via Oglio 21, Milano.
quando:
il 20 Ottobre dalle h 21.

invito FB:
https://www.facebook.com/event.php?eid=284508858235786  

...capacità extrasensoriali...




nell'estate di diversi anni fa la nostra eroina, -che sarei io, ma in questo momento, per dare importanza al racconto, mi tocca parlare in terza persona... - era in vacanza in ungheria, o forse romania (regioni notoriamente infestate da spiriti)... entra dal fruttarolo per comprare qualcosa di economico per il pranzo e il fruttarolo le dà il sacchetto e le fa: fai tu! (esprimendosi nel suo barbarico idioma) lei pensa: sarà per farci spendere un po' di più... e fu lì che scoprì il suo primo potere extrasensoriale: la capacità di pesare la frutta ad occhio! 
(@_@)
potere messo alla prova un mucchio di volte: all'esselunga, pam e carrefour... riempie un sacchetto, decide di prenderne un chilo e quando lo pesa è un chilo, grammo più, grammo meno... 
potere testato anche sullo zaino per salire sulla ryanair, e sulle buste di posta prioritaria da dividere in scaglioni...
secondo potere extrasensoriale: misurare il tempo. sperimenta più volte la capacità di sapere che ore sono, col solo ausilio di un riferimento precedente, anche di un'ora e mezza prima o più. non solo durante il giorno, ma anche: appena sveglia! ferma la sveglia, si rigira e poi calcola esattamente quanto tempo è passato dal suono della sveglia al momento in cui decide effettivamente di alzarsi (per la cronaca un tempo variabile dai 10 ai 40 minuti circa..). 


questo post apre la rubrica del “ecchissenefrega!?!?

non l'ho scritto prima per non rovinarvi la sorpresa... (^_____^)

ps l'altro potere extrasensoriale è quello di sapere le cose prima che succedano, ma è un po' complicato da documentare e le è valso l'appellativo di la-maga-giusy.

ma lo scoprirete forse col tempo, se la maga deciderà di esternare alcune delle sue previsioni...

pps a volte combina i poteri prevedendo in quanto tempo si deciderà ad alzarsi. esempio: questa volta ce la faccio in 15 minuti...;
no stavolta ci vogliono almeno 30 minuti...

mercoledì 12 ottobre 2011

ggenteeeee!!! scoperta del giorno!!!!

http://soundcloud.com/giusy-lupis

ho capito come si fa a mettere i links!!!!
quello di sopra è il mio soundcloud (approfittando che forse va ancora di moda....)

cavoli... allora metto i link che non sono riuscita a mettere prima tutti qui!

x la good night di ieri!

http://www.youtube.com/watch?v=nQy909Dd6OY&feature=channel_video_title

il link del dubidubidù

http://www.animajazz.it/dubidubidu/dubidubidu-02-del-2011-10-08.mp3

serata storica!
un piccolo passo per l'umanità, un enorme conquista per una neo-blogger improvvisata!! (*.*) quasi quasi mi commuovo...
...ancora?
shhh!!! fai silenzio seconda-personalità-plurima!


ps nooooooooo!!!! è troppo!!! ho capito anche come inserire i video!!!!!



buona notte, dolci cuori!!!!

martedì 11 ottobre 2011

good night...

le statistiche dicono che qualcuno legge questo blog. ma pare non ci siano lettori fissi. vabbé, mejo che gnonte!
le statistiche sostengono addirittura che ci sia qualcuno che mi legge in russia! la cosa desta in me una certa maraviglia, non mi pare di conoscere nessuno in russia... che mi leggano giusto perché non capiscono l'italiano?

ad ogni modo ho deciso di augurare a questi lettori (sempre che il blogspot non mi stia illudendo per incoraggiarmi a scrivere e non ci sia in realtà nessun lettore.. :'( ...)
insomma volevo augurarvi, o miei lettori sparsi per il mondo (ammeriga, tedeschia, russia e italia...) la buona notte!

(ci fosse qualche ammiratore segreto...
-qualche ammiratore segreto?! ma sentitela questa esaltata..
ah, dimenticavo di presentarvi la mia seconda personalità che ha da ridire sempre su tutto quello che dico. una volta ci avevo divise in me-emotiva e me-razionale. adesso non so, perché la seconda personalità ha preso anche a darsi dei nomi strani, quali sciantal la sciampista, citofonare giusy -fony per gli amici- anna oratsiovna... mafilda -istruttrice di aerobica ammerigana.. era per bilanciare con la russa, anna... in ogni caso, con qualunque nome si presenti, non smette mai di rompere!
comunque, dicevo, ci fosse qualche ammiratore segreto,...
-bah!
...(stai zitta!) non posso risalire agli ip, per cui siete al sicuro! so solo da quale stato vengono le visite, nemmeno le città!

...ho capito che questo blog alimenta la mia megalomania...
ad ogni modo... )

ecco la dedica per la buona notte!
che potrei anche dedicare a qualche persona specifica che sta a giro per il mondo e che mai più rivedrò...

http://www.youtube.com/watch?v=nQy909Dd6OY&feature=channel_video_title

come sempre vi toccherà fare compia e incolla su una pagina nuova, nella finestrella dell'indirizzo.

ha ragione la mia seconda personalità plurima, però! sono proprio una pallona gonfiata...!

notte cari (^__^) !!!

domenica 9 ottobre 2011

dubidubidù 8 ottobre 2011

Questa sarebbe la puntata del dubidubidù in cui sono stata ospitata per il terzo anno consecutivo, colgo l'occasione per ringraziare Bruno Pollacci che la conduce e la redige (si dice così? spero...).
Gli scorsi anni ha mandato "Stories" una mia composizione, quest'anno ha fatto sentire "Small Day Tomorrow" un brano che fa parte del repertorio di Sheila Jordan, e che ho rivisitato un po', nell'interpretazione. Al piano Antonio Vivenzio, al contrabbasso Claudio Ottaviano (unica ed eterea collaborazione, ahinoi) e alla batteria Luca Gandolfi.

http://www.animajazz.it/dubidubidu/dubidubidu-02-del-2011-10-08.mp3

Se non dovesse funzionare il collegamento potete copiare e incollare e mettere in una pagina nuova...
Noi siamo alla fine della puntata.
I hope you'll enjoy it :)

...e per la rubrica "poesie demenziali": ode al piccione spiaccicato!


Premessa: la poesia nasce in un momento di travaglio estivo dell'autrice, oppressa dal caldo e dalla ricorrente e scioccante vista di piccioni spiattellati sul manto stradale. Ad essi, vittime innocenti, è dedicata questa versione personale e rivisitata del (diciamo) sonetto, sì, una sorta di sonetto... 'nsomma: ce so 'e rime...!

Ma eccolo:

Ode al piccione spiaccicato.

Ahi, crudele copertone
che il piccione accaldato
sull'asfalto hai ben spalmato

ti sei chiesto o' copertone
quanto avesse lui viaggiato
prima d'esser spiaccicato?

Era forse un messaggero?
Che, tu sai, non porta pena,
ma novella triste o amena...

Ei or giace muto e nero
che a guardarlo fa gran pena
che le alette or non dimena...

O', tu, cinico pneumatico
che il suo volo hai stroncato
e il capino hai spiaccicato

senz'un ombra di pietà!

o' pennuto assassinato...

...proprio vero che la morte è 'na livella!...

se la rima ho esulato
mi sia, prego, perdonato
poiché un dubbio m'è restato:

il piccione spiaccicato...
sarà stato innamorato,
per andar così svagato
che col rosso ha attraversato?








ricette marziane...

siccome avevo detto di tutto, ho deciso di parlare veramente di tutto.
ed ecco quindi un paio di ricette utili a chi, come me, è stato affetto da numerose e impensate intolleranze alimentari, tra cui zucchero, farina bianca, latticini, etc...

ricetta n° 1:
biscotti marziani

100 gr di margarina
2 cucchiai e mezzo o 3 di fruttosio
250/300 di farina di farro bianca o di kamut
un uovo intero e 2 bianchi d'uovo
un cucchiaino di bicarbonato
uvette o mela a pezzettini piccolissimi o cacao in polvere (a occhio)

mescolare la margarina con il fruttosio e i tre bianchi d'uovo più un rosso, con una forchetta. se avete tempo potete tirar fuori la margarina un po' prima e farla sciogliere un po', per facilitare, altrimenti è importante che cerchiate di schiacciare i grumi. con un setaccino aggiungere la farina un po' per volta.
in un bicchiere potete mettere ad ammorbidire in acqua o se preferite rum le uvette, per una decina di minuti.
accendete il forno (se elettrico, forno ventilato) a 180 gradi.
finito di amalgamare la farina per ultimo potete aggiungere le uvette e il bicarbonato, come agente lievitante, mescolate bene.
poi stendete un paio di fogli di carta da forno sulla griglia del forno (non in una teglia, in modo che i biscotti si cuociano e asciughino bene anche di sotto).  il tempo di cottura e di circa 10 minuti, ma controllate. quando li vedete abbastanza scuri (non neri, a meno che non siano al cioccolato) potete tirarli fuori. ci può volere più o meno tempo a seconda di quanto li fate grandi.

ricetta n°2: torta marziana alle mele

200 gr di margarina
3 cucchiai di fruttosio
350 gr di farina di farro bianca o kamut
2 uova intere
2 o 3 mele
mezzo cucchiaino di bicarbonato o, meglio, una bustina di cremor tartaro.
latte di riso o soya o entrambi, un bicchiere al massimo
un cucchiaio di maizena o fecola di patata
cannella macinata

come prima mescolare la margarina con il fruttosio e i rossi delle due uova. poi aggiungete con un setaccino la farina, poco per volta. a piacere il latte di riso o soya, un bicchiere al massimo e un cucchiaio di maizena o di fecola di patate (per ammorbidire l'impasto). montate a neve i bianchi e incorporateli all'impasto dopo il cucchiaino i bicarbonato o la bustina di cremor tartaro e una delle mele tagliate a cubetti (o una e un quarto). immargarinate una teglia piccola se volte un dolce alto (circa 25cmX15) e versate l'impasto da ricoprire in cima con le mele rimaste taglite a fettine. spolverate con poca cannella. il forno va preriscaldato per qualche minuto a 190°. dovrebbe esser pronta in 20/25 minuti.

giovedì 6 ottobre 2011

Sabato sera ospite al Dubidubidù 7° Festival delle voci Jazz Italiane

Questo è il link dell'invito FB.
Poi se fossi brava credo che scaricherei anche la foto etc...

ma se voi clicckate sull'invito si vede tutto anche se non siete iscritti a fb...o quasi... forse no...

ok scrivo le coordinate:


 
Punto Radio
www.puntoradio.fm
Pisa (Pisa, Italy)
Sabato 8 Ottobre dalle 20:30 alle 21:30 Anima Jazz ospita "Stories" di G.Lupis (che sarei io) e il suo quartetto con Antonio Vivenzio, Claudio Ottaviano e Luca Gandolfi.


https://www.facebook.com/event.php?eid=123308247773658

mercoledì 5 ottobre 2011

I'm lovin' it! Ovvero di come l'amore serva a vendere la m...

Mentre un po' ne son contenta e un po' continuo a chiedermi cosa l'ho aperto a fare un blog, il primo argomento che mi è venuto in mente in questi giorni è questo: l'amore e la m...
Una sorta di virata Pulp, ma senza sparatorie e accoltellamenti.

Insomma, sappiamo tutti bene che la pubblicità si serve di meccanismi elementari per realizzare il suo scopo: attrarre l'attenzione su un prodotto, invogliare a possederlo, consumarlo, indossarlo!
E su cosa fa leva? Sui bisogni primari, quali l'appetito, la fame vera e propria, quindi i sensi in generale: gusto, tatto, olfatto (evocato), vista. La vista per prima. La vista abbacinata da incredibili, irraggiungibili (e per questo più che desiderabili) gnocche, o, meno spesso, maestosi fighi (quasi sempre gay, nella vita privata) dallo sguardo di ghiaccio, belli e impossibili. E, infine, tocca il sentimento: i bambini! Batuffolosi, lisci, paffuti, bellissimi... a chi non piacciono i bambini? Alla fin fine piacciono a tutti, anche agli orchi (con l'idoneo condimento...).
Per cui: cibo, sesso e amore.
Bisogni primari.
Bisogni che si intrecciano l'uno con l'altro: il cibo col sesso, il sesso con l'amore, l'amore col cibo (a volte come compensazione, l'ultimo rispetto al penultimo...).
Sicché, l'amore, che tutti desideriamo e di cui, a dirla tutta capiamo ben poco, perché vai a spiegare cosa sia, da dove venga, come funzioni e soprattutto: a che serva?! Insomma, qualcuno deve aver capito che il modo migliore di far digerire qualunque m... nefandezza, cosa inutile, se non nociva, per lo meno malsana a volte letale, altre bieca, viscida immorale, puzzolente... insomma, qualcuno ha capito che il modo migliore di sdoganare tutta questa robaccia era farla passare sotto l'egida dell'amore -che confonde le acque...

E così sono nati Mac Donald's e la sua nuova campagna pubblicitaria e... il Partito dell'amore!


Sicché, alla fin fine, forse è preferibile un nemico che ti odia sinceramente... ma almeno non fa scherzi!

ps Se specifico che queste sono tutte opinioni personali, non mi querelano? spero...

martedì 4 ottobre 2011

premesso che non sono capace...

mi hanno suggerito alcune volte di metter su un blog. refrattaria alle robe tecnologiche, come sono, ho sempre risposto: ma non so, è un casino, usare FB è molto più semplice... poi, per caso provo a commentare una notizia, tramite un link trovato su FB e non ci riesco... ed eccomi qui! senza sapere né come né perché!
mi piace, se dovevo aprire un blog il modo non poteva che essere questo!
e, non so, penso che lo userò per metterci di tutto un po': informazioni sui concerti, link dei vari myspace (che non va più di moda, buuuu!), soundcluod (che non andrà più di moda fra poco, visto che mi ci sono appena iscritta), i miei orridi video su youtube (che non sono neanche dei veri video...) e forse racconti, pensieri e bislaccherie varie... e probabilmente una rubrica dedicata al "ecchisenefrega?"...

non so se faccio bene, ma nel caso non fosse il caso, in ogni caso, non l'ho fatto a posta!

have a nice first week of october!