domenica 13 agosto 2017

Estratti dalla "Depressione e il corpo" di A.Lowen

La depressione oggi è diffusa perché molte persone perseguono scopi irreali che non hanno alcuna relazione diretta coi loro bisogni fondamentali di esseri umani. Ogni persona ha bisogno di amare, e ha bisogno di sentire che il suo amore è accettato e in qualche misura ricambiato. L'amore e l'affetto ci mettono in relazione con il mondo e danno il senso di appartenere alla vita. Essere amati è importante solo in quanto facilita l'espressione attiva del nostro stesso amore. Le persone non diventano depresse quando sono loro ad amare. Attraverso l'amore ci si esprime e ci si afferma.
L'espressione di sé è un altro bisogno fondamentale di tutti gli esseri umani e di tutte le creature. Il bisogno di esprimere se stessi sta alla base di tutte le attività creative ed è per noi fonte di sommo piacere. […]
È necessario qui riconoscere che nell'individuo depresso l'espressione del sé è gravemente limitata se non interamente bloccata. In molte persone è limitata ad una piccola area della loro vita […]
Un altro bisogno fondamentale di tutti gli esseri umani è la libertà. Senza la libertà è impossibile l'espressione di un sé. […]
La persona depressa è imprigionata dalle barriere inconsce dei vari “si dovrebbe” e “non si dovrebbe”, che la isolano, la limitano, e successivamente ne opprimono lo spirito. Vivendo all'interno di questa prigione, l'individuo dà la stura a fantasie di libertà, concepisce degli schemi per la propria liberazione e sogna un mondo nel quale la vita sarà diversa. Questi sogni, come tutte le illusioni, servono a sostenere lo spirito, ma impediscono anche alla persona di confrontarsi realisticamente di fronte alle forze interiori che la legano. Prima o poi l'illusione crolla, il sogno svanisce, il piano fallisce, ci si ritrova di fronte alla propria realtà. Quando questo avviene l'individuo diviene depresso e di sente senza speranza.
[…]
Dal punto di vista della tendenza alla depressione, le persone possono essere divise in due categorie: quelle dirette dall'esterno e quelle dirette dall'interno. La persona diretta dall'esterno è vulnerabile alla depressione mentre quella diretta dall'interno lo è molto meno.
In linea di massima la persona diretta dall'interno ha un senso forte e profondo del sé. Al contrario della persona diretta dall'esterno, il suo comportamento e i suoi atteggiamenti non sono facilmente influenzabili dagli schemi mutevoli dell'ambiente. La sua personalità è dotata di stabilità e di un ordine interiori e poggia sul fondamento solido della coscienza e dell'accettazione di sé. Queste qualità mancano alla persona che è diretta dall'esterno, ha quello che si dice una struttura caratteriale “orale”, il che significa che i suoi bisogni infantili di sentirsi sostenuto, accettato e di fare esperienza del contatto e del calore del corpo non sono stati soddisfatti. Sentendosi insoddisfatto, non ha ragione di avere fiducia in sé stesso né nella vita. [...]
A livello inconscio, la persona direttta dall'esterno si identifica molto con i propri interessi esteriori. A prima vista potrebbe sembrare un approccio positivo, ed esteriormente una persona del genere sembra essere interessata e attiva. Ma fa le cose per gli altri e le fa nell'inconscia attesa che gli altri riconoscano il suo valore e rispondano amandola, accettandola e appoggiandola.

Nella maggior parte dei casi la reazione depressiva è preceduta da un periodo di esaltazione, il cui crollo tuffa l'individuo nella depressione.
Ogni reazione depressiva si basa sulla perdita dell'amore della madre. È importante sapere che questa perdita non è stata accettata come irrevocabile. La speranza, generalmente inconscia, della restituzione, spiega perché l'energia oscilli verso l'alto, traducendosi in esaltazione. Purtroppo l'individuo esaltato non si rende conto della dinamica della sua reazione e del fatto che inconsciamente considera le persone attorno a lui come altrettante figure sostitutive della madre, che lo ameranno, si prenderanno cura di lui, e persino lo nutriranno. L'interesse iniziale che esse dimostrano nei suoi confronti sembra dare sostegno a questo transfert. Man mano, però, che la sua esaltazione aumenta, gli altri si sentono importunati e si tirano indietro. È impossibile che soddisfino le sue attese inconsce, e l'individuo esaltato prima o poi si sentirà respinto.

Per quanta attenzione, ammirazione, approvazione e amore si dia ad una persona orale, ciò non riempie il suo vuoto interiore.

domenica 23 luglio 2017

Chi sei? E che cosa vuoi?...

Rifletto sul cristianesimo. Cosa ci trovo? La storia di un povero cristo in croce e il fraintendimento di quello che è la spiritualità. Il cristo viene a portare agli uomini la salvezza e loro lo fanno morire inchiodato a una croce per inedia. 
Perché?
Probabilmente perché ognuno deve salvarsi da sé. E forse anche perché sono diffidenti, lo guardano e pensano: ma tu, con tutte queste belle prediche e parole sagge... Chi sei? E che cosa vuoi? L'osservano, lo valutano, lo giudicano e poi decidono di non fidarsi e di metterlo a morte. Salvano il ladrone, Barabba mi pare, perché lo conoscono - sarà pure un farabutto, ma almeno sanno cosa aspettarsi da lui e poi non li mette a disagio.
Poi dopo si sentono in colpa e costruiscono tutta una religione fondata sul senso di colpa. E sul dolore. Dolore inutile!
È per questo che non sono cattolica.
Ma non sono atea.
Sono convinta che non abbiate capito un cazzo, fondamentalmente, "amici" cattolici.
Perché se aspettate sempre che qualcuno vi dica cosa è giusto e non cercate di sentirlo in voi... Che cazzo volete capire?
Quindi deturpate le chiese con altari sofferenti, scene di martirio...
Tutte stronzate!
La sofferenza fa parte della vita e non la si può certo scansare.. Ma non è un punto d'approdo, non è un valore e non vi porterà la salvezza - così come cercare di evitare la sofferenza necessaria vi porterà solo altra sofferenza, non necessaria.

https://www.facebook.com/giusy.lupis/posts/10213848401149415?pnref=story

giovedì 8 giugno 2017

questo assurdo senso del buon senso dell'assurdo...

com'è tutto sempre assurdo!
perché tutto deve essere, sempre, così assurdo?
quando cazzo finisce questo assurdo teatro dell'assurdo senza teatro, solo l'assurdo...
ma quanto è assurdo, quest'assurdo!
d'altra parte se è surdo, e 'n ce sente, che ce voi fa?
ché poi non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire...
questo vaneggio
sta perdendo si senso,
sta sbiadendo, e penso
che sto sbajanno candeggio...
sai cos'è più assurdo dell'assurdo?
il buon senso.
quello a tratti fa senso.
sì, davvero, sia liquido che denso.
a volte a creder son propenso
che proprio non abbia senso
questo buon senso
-dici?
-sì, invero,
è un casino intiero
questo assurdo senso del buon senso e dell'assurdo.
-assurdo!
-davvero!
-quasi come un poliméro...
e ho bevuto solo coca-cola.... (*.*) .....

venerdì 2 giugno 2017

la catena del dolore...

la catena del dolore - non ricordo se la definisca proprio così - è quella cosa che jodorosky (e non so chi altro prima o dopo di lui) racconta si perpetui di generazione in generazione.
gli sbagli e le colpe dei padri e delle madri che ricadono di generazione in generazione sulle teste e le vite dei figli e delle figlie e nipoti  bis-nipoti.
fino a che una di queste persone decide di smettere di riprodurre lo stesso comportamento e decide di produrne uno nuovo, di essere se stesso.
jodorosky dice di averlo fatto.
forse è vero. forse ci è riuscito ad un certo punto, non subito - lo dice anche lui in effetti.
ognuno ha il suo tema: rancore verso genitori poco responsabili, mascherato da altruismo e senso di responsabilità... tentativi di salvare il mondo, ché quello era il proprio espediente da piccini per farsi voler bene.

bene, l'altruismo se non parte da se stessi, non è vero altruismo, e non serve a niente.
il mondo non lo si può salvare, perché ognuno si deve salvare da sé.

ci si può esprimere.
si può cercare di fare qualcosa di buono.
si può sfidare le paure da una parte, scendere a patti con la realtà, dall'altra, ma solo dopo averle tentate tutte.

ecco.

e dopo questo ci si mette il cuore in pace, perché tanto la vita va avanti lo stesso e gli sprechi... di sicuro non si recuperano.
ma al mondo ci sarà sempre chi ha i denti e non ha il pane e viceversa e questa cosa non si può cambiare.
ognuno ha la sua evoluzione e ognuno avrà modo di decidere se essere una balena spiaggiata incapace di tornare in mare e affezionata alla condizione di semi-morte e immobilità della spiaggia.
o se ributtarsi in mare e provarci.

io scelgo la seconda.

domenica 7 agosto 2016

insoddisfatti e non rimborsati... ovvero: quale mezzo bicchiere?

per come la vedo io, il mondo si divide in due categorie (tra le tante):

quelli che si entusiasmano per tutto (più o meno genuinamente);
e quelli che al massimo ti dicono un blando "ah... interessante, beh, dai... bene..." e nel frattempo scrutano tra sé e sé le potenziali sòle della novità che gli racconti, o i motivi per cui non è poi così desiderabile e bella e manco tanto novità (perché si ricordano, e nn hanno mica torto, che giusto un mesetto prima gli hai raccontato la stessa cosa ed è finita com'è finita...).

inutile a dirsi tutti preferiscono il primo tipo di persone (anche quelli che appartengono al secondo tipo, quando c'hanno una novità, per sentirsi incoraggiati). 

e bisogna ammettere che probabilmente i nano pelato (sì, il shilvio) c'ha ragione: il primo tipo di persone fanno e realizzano molte più cose, perché sono positivi, hanno più amici, piacciono di più, infondono fiducia.
anche perché riuscir a realizzare una qualunque cosa è fatto di "insistere", "crederci!"... ma soprattutto credere che ne valga la pena, d'insistere e crederci... che poi dopo ti piacerà davvero, che ne trarrai soddisfazione...
perché le persone del secondo tipo (cui nn posso negare di appartenere) non sono mai veramente soddisfatte.
pure quando gli succede qualcosa di positivo pensano: eh, dai... vedrai che c'è la fregatura o che comunque non dura... sì, è una bolla di sapone. ha (o hanno) detto così, ma poi vedrai che nun se ne fa gnente!
lo dicono dentro di sé, quasi per scaramanzia...
e poi puntualmente succede!
cioè succede che non succede gnente!
però devo dire una cosa... non parlo per me, ma per gli altri insoddisfatti che conosco, spesso hanno idee più originali e accattivanti dei soddisfatti - senza esser mai, per altro, 'rimborzati'...
i soddisfatti sono più piacevoli... ma a volte stuccano.
gli insoddisfatti, al limite, a tratti irritano o ti rendi conto di quanto sia controproducente il loro atteggiamento solo quando loro sono in fase pessimista e tu no, o quando lo sono veramente su tutto... anche le cose scontate, anche le cose che chi se ne frega?!
poi a volte ti incupiscono e quando sono in "forma" sono capaci di rovinarti qualsiasi buona novella! @.@
se al mondo ci fossero più insoddisfatti, il mondo sarebbe un po' più meglio... ma nessuno se lo godrebbe.
se al mondo ci fossero più soddisfatti... probabilmente non li noteresti.
quindi sia soddisfatti che insoddisfatti sono necessari, un po' come yin e yang, bene e male, notte e giorno, confetto falqui e areofagia...

lunedì 15 febbraio 2016

Ricetta dell'ogni tanto: biscotti vegan e gluten-free di soia!

ora... avendo saltato un sacco di mesi e perso qualsiasi regolarità, la rubrica di cucina cambia nome da "ricetta del mese" a "ricetta dell'ogni tanto..."
l'unico punto fermo del blog autarchico se n'è andato a farsi benedire: ciao punto fermo, ciaooo.... scrivi ogni tanto (*.*)

allora: il problema dei biscotti gluten-free che ho provato a fare in casa era sempre che una volta asciutti ci voleva una motosega per smembrarli e rischiavi la dentiera se provavi ad addentarli...
ho provato farina di riso con maizena e fecola: marmo!
farina si grano saraceno con maizena e fecola: acciaio inossidabile!
ho cercato ricette on-line: parlavano di uova e latte da mettere nell'impasto... ma poi così non è più vegan!

ed ecco che ho trovato: la farina di soia! non ha glutine e non è de marmo!!! yééééé!!!!

quindi, basterebbe questo, cmq elargisco di seguito una parvenza di ricetta (anche se ve lo dico subito, sono andata ad occhio e mo' ricostruisco a memoria e a naso...):

1 cucchiao e mezzo di fruttosio
olio di oliva per inzupparci il fruttosio
mezzo bicchiere di latte si soia e riso o di riso
farina di soia (3/4) e maizena (1/4)
uva passa (o se preferite uva PAZZA! - volevo scrivere pure io qualcosa a favore delle unioni gay ;D)

comunque: nulla, mettete gli ingredienti nell'ordine scritto sopra e mescolate, mescolate, mescolate...
poi dopo preparate la carta da forno da mettere su una griglia del forno, coi cucchiaini fate delle pallette-biscotto (l'impasto è troppo liquido per le formine, volendo evitare l'effetto marmo, ho preferito tenerli non troppo secchi) e fate andare per una 15ina di min a 200°

li lasciate asciugare un po'...
all'inizio paiono mini-plumcake,  frittelle fatte al forno. il giorno dopo somigliano più a dei biscotti e comunque, almeno... non ti frantumano gli incisivi, è già qualcosa, no?

bon apetit amiscìììììì!!!!! (^_^)

lunedì 8 febbraio 2016

piccoli reportage inutili sul mondo n°4

milàn l'è una gran milàn (piena de scoppiàt...) -parte prima-

stasera ho incrociato il CRITICALMAN.
andava a spasso con una bici cogli specchietti tipo hurley davinson, una giacca antinebbia - di quelle che ci puoi passeggiare a piedi in autostrada, tranquillo che ti vedono e ti scansano - e dei calcson da camion.
mi ha suonato perché mi stavo sporgendo un filino dalla linea di attestazione con la mia biciclettina... e poi siccome coi suoi specchietti retrovisori che gli danno una vista a 360° - come fosse un incrocio tra dio e una mosca - mi ha vista che gli facevo un gesto con la mano che si poteva tradurre grosso modo con "ma va a ciappà i ratt!" mi ha clacsonato ulteriormente ancora più poderosamente, che pareva quasi una baleniera...
@.@


milàn l'è una gran milàn -second part-
 
poi stasera mi hanno anche spiegato sta cosa delle primarie, ché ci era anche la candidata femmina.
pare che la candidata femmina abbia fatto qualche cazzata - prima tra tutte spaiare i voti di quelli che non volevano sala (però fessi pure voi, eh? se proprio ci tenevate a non aver sala potevate scegliere quello che ha detto meno cazzate... - credo... bo?...sì, è sempre tipo distinguere il sesso degli angeli, cmq...).
questa qua praticamente aveva proposto di rendere gratuiti i mezzi di superficie.
che in altri termini sarebbe un modo per licenziare i controllori (oltre che una proposta folle in sé e avrebbe molto più senso pensare a un sistema di esenzioni e riduzioni in base al reddito, ché pare che l'aveva fatto l'altro che era meno peggio di sala...).
eh, certo, perché in metropolitana oramai c'è il sistema del sequestro di persona: se vuoi uscire devi cacciare il biglietto, sennò multa!
se in superficie togli il biglietto... il controllore non serve più!
bello un partito di sinistra che pensa a dei metodi per eliminare dei lavoratori, eh?
grandioso!
no, ma votateli, eh?
ché poi faranno come a londra (il ché risulterà come sempre comico... TRAGI-comico) faranno i bus dove se non ci hai il biglietto non puoi salire.
geniale perché così salire e scendere diventa un'operazione interminabile.
però dici a londra arrivano ogni 2-3 minuti sti bus.
a milano arrivano ogni 7-10-15-20 minuti, sti bus...
pensa che bello che sarà quando per salire (e per licenziare tutti i controllori) dovrai cacciare il biglietto o la tessera? dopo che hai aspettato dai 10 ai 20 minuti...
e lo farà una giunta di sinistra.
tra 5 o 10 anni.
eh, perché... mica pensate che le vinca il pd le elezioni a sto giro, no?
manco con un miracolo!...
hanno messo là mr expo a posta!
tra 5 o 10 anni quando gli serve fare qualche altra porcata come aumentare il biglietto atm del 50% o cose così lasciano vincere di nuovo la sinistra... per quei 5 annetti, magari anche meno...