lunedì 31 dicembre 2012

E se i maya avessero sbagliato di 10 giorni?

...così tanto per gradire! ;)

buoni peppé peppépeppé....

;-P

massì, ma chi c'ammazza a noi?!

venerdì 21 dicembre 2012

la mia teoria sulla fine del mondo: surprise!!!

ecco, secondo me, dovrebbe essere così: 
passa tutta la giornata del 21 tranquilla e non succede niente di niente. 
talché tutti iniziano, tronfi, "eh, ve l'avevo detto io!" "'a maya? tié! tié! tiéééééé!!!!" "massì, la fine del mondo, la fine del mondo... e invece siam tutti qua, ma chi c'ammazza a noi?!"

bene.


si fa la mezzanotte.


i bambini dormono, gli anziani, per lo più, pure.


il pianeta deflagra, dall'interno: -BOOM!!!

c'è un problema: i fusi orari.


beh, è la fine del mondo. quindi lo spazio e il tempo possono un po' fare quel cazzo che gli pare, senza star più lì a salvare le apparenze!
e allora ognuno dei fusi si ferma e si congela appena arriva la mezzanotte.
quando l'ultimo fuso raggiunge le 00:00... salta tutto!
in un nanosecondo, in realtà non ve ne renderete nemmeno conto.
disinfestazione galattica, rapida e indolore.


sogni d'oro. (^_____^)

domenica 16 dicembre 2012

how to survive xmas.

 Dopo un tot di natali (diciamolo pure con un francesismo) del cazzo! (forse era più francesismo dire de merd... va be', l'importante è il pensiero...) insomma sorge spontanea una sorta d'insofferenza al natale. 
E come darsi torto?

Solo che c'è un problema (mi auto-citerò da gradassa —ridicola e patetica, per altro... ;-P) “L’aspetto peculiare del Natale è che non esiste modo per sfuggirgli.”


Insomma, è inutile combattere il Natale perché è in maggioranza numerica e finché lo combatti la spunterà sempre!

Esci e ci sono i festoni, le luci. Nell'ultima settimana prima di natale non puoi comprare niente, nemmeno i biglietti del tram, senza ricevere i benedetti auguri di buon natale -e se non rispondi passi per maleducato. Poi ci sono telefonate, sms, mail di auguri di natale. Spettacoli, concerti, etc, di natale. Cene con colleghi e amici, di natale. La tua famiglia ti perseguita: a natale!
Accendi la tv: ed è piena di film di natale. Vai al cinema e ce ne sono sempre un tot...

Più lo combatti e più ti fai male.

E così un natale ho cominciato col decidere di farmelo piacere a tutti i costi!

Non ha funzionato, ma è stato un inizio...

Dopo di che ho iniziato a chiedermi cosa mi piaceva del natale.

La prima cosa era (ed è) Nightmare Before Christmas.

Poi le lucine colorate, con la sequenza casuale...! (*.*)

E il presepe, che non avevamo fatto praticamente mai. A Brinidisi perché dopo un po' è sopraggiunta la pigrizia dell'augusta genitrice di andare a recuperere la statuine, far i monti con la carta (sempre la stessa, ogni anno più consunta e sbiadita) e a Milano dopo un paio di tentativi s'è capito che bisognava scegliere tra la gatta e il presepe...
Abbiamo tenuto la gatta.

Però, 'sto cacchio di presepe con questi colori orrendi: quel verde un po' militaresco, il marrone, il kaki, mioddio, che abominio! E 'ste statuine tristi...

E così ho iniziato a spargere lucine e poi fare presepi alternativi.
E mi sono lasciata alle spalle le liti, le frecciatine velenose, le tombole che finivano in tragedia...

Ognuno avrà la sua via per sopravvivere al natale, ma sono abbastanza certa che combatterlo sia la strategia perdente.

Ho sentito di gente che organizza party di natale. Se hai un po' di amici allergici al natale può funzionare...

Anche la sbronza di natale non è male, come alternativa.

In amore e in guerra non si guarda in faccia a nessuno!

ps. poi quest'anno nn si sa manco se ci s'arriva... ;)


pps. un paio di natali sono stata ospite per il pranzo del 25. è stato carino, sapeva molto di spirito natalizio e io mi sentivo tanto l'orfanella raccolta per strada -o forse la barbona (beh, non ero vestita così male... ma neanche così bene...). beh, è stato antropologicamente interessante vedere gente che non litigava e non si rinfacciava niente a natale...

lunedì 26 novembre 2012

chiudi gli occhi.

prima o poi passerà questo sentimento di irrealtà?

prima o poi addomesticherò anch'io la mia testa e mi adatterò alle cose normali?

prima o poi smetterò di trovare molto più affascinanti e sensate le domande che può farti un bambino:

chiudi gli occhi.
aprili,

cos'hai sognato?

giovedì 22 novembre 2012

Psicopatologia dell'utente Poste e Telegrafo tipo.


La posta è un microcosmo, soprattutto in questi giorni di pagamento tasse, pedaggi e balzelli.
Arrivo nell'ufficio vicino casa (che fa orario prolungato, tra l'altro) e lo trovo strapieno di gente, anidride carbonica e vapore (diciamo) acqueo.. Provo a giocare la carta utente munito di postamat! La situazione migliora ma di poco - ho davanti 8 persone e il traffico non sembra affatto scorrere... anche perché ogni versamento balzelli comporta il passaggio di 4 fogli nella macchina, timbri e firme.
Allora vado al supermercato a comprare il gelato di soya. (Gelato di soya che è arrivato a casa quasi liquido, ovviamente).
Torno alla posta e trovo che hanno fatto progressi! ...dal 108E sono al 111E...
Poi però salta 3 numeri ed è quasi il mio turno. Sembrerebbe... se non ché una serie di persone che non s'erano svegliate prima pretendono di esser servite dopo il 115 -il numeretto subito prima del mio...!

Ed è qui che il soggetto dello studio della psicopatologia mi si propone volontario.
Appena arrivato incomincia a sgridare una signora che non fa altro che lamentarsi, perché allo sportello 4 c'è una tipa ferma lì da una vita e non si capisce che faccia e poi non era neanche il suo numero e lei è la quarta volta che viene e fa la fila e non riesce a pagare...
Il soggetto dello studio le obietta: cosa ne sa di cosa deve fare la signora, non serve a nulla lamentarsi...
Al che un vecchio signore seduto due posti più in là della signora ne approfitta: ecco, appunto, insomma basta! lei non fa altro che lamentarsi da quando è entrata, ha una critica per tutti, non se ne può più dà fastidio!
La signora punta nel vivo risponde con eleganza da pugliese (ma forse era calabrese a giudicare dalla voce... o sicula, bo?): ma cosa vuole questo qui da me? io non so neanche che lei esiste...

Effettivamente che la signora faticasse a rendersi conto che attorno a lei c'erano altri homo sapiens s'intuiva...

Ma lei dà fastidio, la deve smettere di borbottare e sbraitare...

Io faccio quello che voglio! Io parlo e lei sta zitto!

Io non sto zitto per niente...

Dopo un po' di questi stia zitto lei, no, stia zitta lei, si placano.

Finalmente arriva il mio turno. Il soggetto dello studio, un giovane sui 25, grosso modo, attacca lui, adesso, a lamentarsi!
Ma insomma! Che servizio è? Io ho perso già un appuntamento e adesso tra poco ne perdo un altro! Sono tre quarti d'ora che sono qui!
(a me son sembrati 20 minuti, ma tralasciamo...)
E ogni appuntamento che perdo sono soldi che se ne vanno!
E cosa farà, c'è da chiedersi, l'agente di borsa?
Eccentrico come agente di borsa! Col cappello da ranchero, barba, capelli lunghi e coda di cavallo e gli stivali a punta...
Ce lo rivela lui stesso:
io lavoro in un bar!
Ah... allora vende droga, mi pare evidente!
E sono qui per pagare, perché mi sembra chiaro che siam tutti qui per lasciare un po' di soldini, ci sono 4 sportelli e questi ne usano 3... ma questi fanno a gara di a chi lavora meno fino alla chiusura, ve lo dico io!, poi alle 19 chiudono e ti dicono anche: mi spiace dobbiamo spegnere i terminali, non è colpa nostra...

(quale ingiusta calunnia! -certo le calunnie sono ingiuste... comunque- la posta in questione è proprio una di quelle in cui all'ora x chiudono le porte, ma finiscono di servire i clienti in attesa... ad ogni modo...)

Nel frattempo io termino la mia operazione e me ne vado.

Non so se classificare il caso come schizofrenia cronoindotta -uno speciale tipo di schizofrenia che colpisce il soggetto allo scattare dell'ora X - o se si tratti piuttosto di una forma di amnesia mitomaniaca: il soggetto improvvisamente dimentica chi è, dov'è e cosa sta facendo. Per uscire dall'imbarazzo inscena dei comportamenti tipici per non dare nell'occhio ed evitare gli accertamenti sanitari.

...o stronzaggine italica! Chissà?

Sì, perché tornando a casa a guado tra le pozzanghere, non posso fare a meno di notare che pochi lesinano una scenata durante una coda disumana alle poste. Però... quando invece si tratta di lamentarsi assieme, in maniera organizzata e razionale per condizioni di lavoro indegne... eh, a quel punto quegli stessi "soggetti" diventano tanto più miti e riservati. Insomma, il lavoro è così, se vuoi lavorare, beh... questo è!

Beh... cercherò di portarmi un libro per pagare le tasse e magari di andarci al mattino.

E di non prendere un paio di appuntamenti coi miei piazzisti... :P

Ps ...e se fosse un problema di poco rispetto nei confronti della figura del lavoratore?

domenica 18 novembre 2012

Tisana allo Zenzero per i bronchi

Visto che è periodo e che ogni volta che non mandi giù un farmaco fai del bene al tuo fegato, questa volta vi propino una ricetta diversa: la tisana anti-tosse-raffreddore-catarro-muco e schifezze varie.
Fa bene anche allo stomaco. Lo Zenzero inoltre è un antiossidante, un anti-emetico (cioè riduce il senso di nausea), digestivo e toglie l'aria... quella lì, ch'è tanto imbarazzante... ;)

Allora, ci vuole:
l'acqua.

Poi radice di zenzero fresca
chiodi di garofano
scorza di cannella
noce moscata da grattugiare
semi di cardamomo da sbucciare
succo di mezzo limone.

Mettete l'acqua sul fuoco, quando inizia a bollire ci mettete la radice di zenzero (una fettina di almeno un cm sbucciata e tagliata a pezzetti), e tutto il resto -tranne il succo di limone.
Per 5 minuti.

Poi scolate (con un colino.. lo dico per chi non ha mai provato a fare una tisana in vita sua...) e aggiungete miele (di castagno è il mio preferito :) e il succo di limone.
Va ingollata un paio di volte al giorno -è molto buona, cmq.
Può bastare anche lo zenzero da solo, col miele e limone, ma poi che ricetta veniva?...

In caso di febbre è bene: dormire molto, mangiare molto poco, mangiare mele, mele cotte nello specifico, ma comunque poco.

Felice inverno :*


martedì 13 novembre 2012

Melting dreams

 
disciogliersi
in un stato onirico

placido, liquido e nebuloso...

senza fine e senza inizio.

e smettere di usare le parole come combinazioni di un gioco.

o come mezzi di comunicazione
tra mondi separati
che si frequentano di rado
-a mala pena nei week end-

perché non c'è comprensione
-e lo devi accettare-
se non marginale e momentanea
e devi accettare che non c'è serietà,
devi ammettere che
non c'è dramma
e non c'è commedia
e che capirsi non è così importante.

per quel che c'è da capire, poi.

domenica 28 ottobre 2012

Ricetta di Novembre: Torta al cioccolato Vegan!

Necessita un punto esclamativo e per una volta ho scritto Vegan, perché pare si dica così, cmq è quella cosa lì: niente latte e niente uova.


Credevo che fosse impossibile fare una torta al cioccolato senza le uova, ma ieri mi sono ingegnata e sono riuscita al fine, grazie: all'ingrediente segreto, che tra qualche riga nn sarà più tale...

Ho proceduto, sono proceduta... insomma ho ragionato in termini funzionali: a che serve l'uovo?
Funge da legante.
E quindi ho usato tutto quello che potesse dare maggiore compattezza: la margarina al posto dell'olio, la fecola di patate (che dà anche sofficità) e: l'ingrediente segreto!

Quindi:

Farina di Avena (che non contiene glutine, checché ne dicano le malelingue!) circa 200 gr
margarina circa 100 gr o poco più
fruttosio... nn so, nn l'ho misurato, son andata ad occhio, diciamo che col cioccolato ce ne vuole un po' di più, perché è amaro.
cacao amaro... anche lì, è una questione di colore, deve diventare abbastanza scuro, ma non nero, l'impasto. anche il cacao dà un certa compattezza
latte si soya o di soya e riso
yougurt di soya
e poi...: l'ingrediente segreto! (@.@) ...ohhh, faranno adesso tutti, che cosa sarà mai?

Lo scopriremo dopo la pubblicità:


Cosa c'entra la pubblicità della panna di latte in una ricetta vegan? Niente, ma per soldi si fa questo ed altro! E poi non è un amore questo panda?... umh... forse no!
Ma comunque, possiamo osservare l'arroganza e la violenza dei lattivori e sentirci rinforzati nel nostro proposito di non ingerire latte e latticini! (a meno che non si tratti della mozzarella delattosizzata, con cui sto per preparare la pizza senza glutine.. (^____^) mozzarella BioVoglia!... e con questo abbiamo sfangato la giornata...)

Proseguendo sulla ricetta...

prendete la margarina e schiacciandola con la forchetta mischiatela al fruttosio.
aggiungere latte di soya e riso e yougurt di soya (alla fine ce n'è caduto mezzo barattolo, quindi 250ml, è stato un incidente, temevo fosse troppo e invece è andata bene :)
e poi la farina di Avena e la fecola di patate (o il maizena, ma di quello che ne vuole un po' di più... la dose nn la so... andate ad occhio... bu? almeno una 50 di gr o poco più...)
mescolate alacremente dopo di che aggiungete il cacao e...

il MIELE! (l'ingrediente segreto, cosa può incollare, mi son chiesta...: il miele!!!)

bene, poi imburrate una teglia piccola -io ho usato una pirofila 20x15cm circa e cuocete con forno normale+ventilato a 185° x una mezzoretta, poi dategli un'occhiata ogni tanto, per controllare che non si bruci e che non sia cruda. quando si crepa in alto... aaah! ho dimenticato il lievito: un mezzo cucchiaino di bicarbonato o un po' di cremor tartaro... non più di mezza bustina!
dicevo: quando s'apre in alto significa che è praticamente pronta. spegnete, lasciatela nel forno perché non si sgonfi traumaticamente, dopo un po' aprite un pochino il forno e fate sfiatare il calore ed è pronta.
buona, senza grassi animali, senza lattosio, senza glutine, senza zucchero e senza lievito!

È un miracolo, in pratica!

Dà meno dipendenza di quella alle mele e uvetta perché riempie di più... e per qualche istante vi rende veramente FELICI :'S

Have a nice Sunday! ;)

martedì 18 settembre 2012

Frasi a metà.

 Ho sempre avuto una memoria precisa e puntigliosa. Una memoria da “Vostro Onore!”
Ultimamente invece la mia memoria si è come disciolta e ha cominciato ad ondeggiare e mi ricordo cose vage, come venissero da un sogno, con prima e dopo mescolati, volti fumosi, colori accesi su toni di grigio.
Frasi a metà.

giovedì 13 settembre 2012

Crozza giullare di corte? it could be...

Qualche tempo fa ho guardato questo video (sopralinkato) di Maddalena Balsamo su youtube. Molto divertente tutta la parte su D'almena, ma la critica a Crozza mi pareva discutibile:  eh, ma insomma, mo' pure Crozza! Ma non va bene mai nulla, Maddalena? Mi ero detta.     Poi però ci ho riflettuto su. Inizialmente credevo che fosse una sua tendenza all'anticonformismo coatto: se piace a tutti, allora fa schifo.   Ma non è così.   Maddalena non è così banale. E poi ho capito che aveva ragione: voglio dire, se ci pensate... li sfotte proprio davanti, in faccia, non davanti ai compagni di coalizione, proprio davanti allo sfottuto... Ma qual è il risultato di una simile operazione? Proprio oggi ho letto il seguente commento: "Bersani è simpatico per come reagisce alle prese in giro da parte di Crozza." Umh... quindi? Resta l'umorismo, lo sfottò, ma non il fatto che le cose che Crozza dice: sono anche serie. Apprezzo moltissimo Crozza e lo conosco da molto prima che diventasse famoso, dai tempi di Avanzi e Tunnel, coi Bronkovitz e sono una delle pochissime terrestri che ha visto Hollywood Party -una loro trasmissione.   Però di fatto: 
li sbaffeggia in faccia, ma senza esagerare... questo di per sé lo rende comparabile ad un giullare di corte, da una parte, dall'altra rende in qualche modo simpatici, di riflesso, gli stronzi che sbeffeggia (non vedo perché cercare delle perifrasi per descriverli... politica non ne fanno, ignorano intenzionalmente il bene comune e i nostri interessi..) ma allo stesso tempo... svela come stanno le cose in realtà.
Perché questi qui non sclerano? Abbozzano, un altro po' ridono anche loro (anzi, alcuni lo fanno proprio) delle proprie imitazioni e delle verità che, in definitiva, Crozza dice...
Perché è una farsa! È una messinscena! 
Loro... non sono reali! 
Non puoi prendertela se viene sfottuto il personaggio che interpreti. Non sei tu quello, lo fai per vivere. Fingi di essere contrario all'aborto... ma lo fai per mestiere, mica perché ci tieni veramente! Se ti ridicolizzano per questo... che problema c'è?
La Padania, la Padania... la padania non esiste, lo sanno tutti! Te la devi prendere se il giullare te la sfotte?
No!
Ma voglio spezzare una lancia a favore di Crozza...
È bravissimo e non penso che sia un falso, addomesticato, mercenario.
Insomma, niente a che vedere con gli “attori” del Bagaglino -come potrebbe sembrare ascoltando Maddalena...
Crozza ha una sua dignità e spessore artistico e di contenuto.
Però quell'introduzione a Ballarò sta diventado, o rischia di diventare (o è già diventata): un 'giullarato'.
Il lato positivo è che per lo meno certe cose vengono pur dette.
Ma il lato negativo è che... passano un po' come delle pagliacciate e quindi in secondo piano -per lo spettatore medio. Ma peggio ancora: diventano... in qualche modo normali: 
ci si scherza sopra!
Uno ride, s'alleggerisce e tira avanti. 
Perché glielo lasciarebbero fare, se no? Perché ha tanti ascolti? Anche Santoro aveva tantissimi ascolti, credo anche di più.
Ma l'hanno mandato via.
Per cui cosa dovrebbe fare Crozza?
Emigrare sul web, come Santoro? Sul satellite, su sky, come Guzzanti ed esser visto da pochi (sicuramente meno che in tv) e volenterosi spettatori?
O resistere lì finché è possibile?
Non so.
Ma non penso di possa sottovalutare l'effetto pro-sbeffeggiato. 
Lo vedremo alle prossime elezioni, forse? 
Chissà...

sabato 8 settembre 2012

Ricetta di Ottobre: il Guacamole!

non è ottobre, embé?

ho scritto ieri la ricetta di settembre, embé?

il guacamole è molto più adatto al clima che c'è adesso, quindi non mettetevi a rump i ball!

allora...

per prima cosa dovete tenere a mente l'aspetto più importante del guacamole e della vita:

nel guacamole ci va l'avocado.

e questo è il primo punto, inoppugnabile.

il secondo punto indiscutibile è che:

una vita senza avocado... non è degna di essere vissuta!

quindi potete anche farla finita subito che se non sapete apprezzare l'avocado... lo dico per voi: la vostra vita in questo momento è un'inutile e insipida valle di lacrime e nemmeno ve ne rendete conto!


comunque, proseguendo...

prendete l'avocado, bello maturo, e poi dei pomodorini dolci, mi raccomando. di quelli ciliegini, credo, quelli piccoli, tondi e molto rossi.
poi dovreste metterci dell'aglio. però se avete in mente di limonare e non avete ancora trovato l'anima gemella e costui o costei non mangiano il guacamole con voi...
è meglio evitare.
per finire pare ci voglia il lime, io ci metto il succo di limone e va benissimo uguale.

sbucciate l'avocado, mi raccomando, tagliatelo a cubetti, tagliate i pomodorini, tagliate l'aglio (a meno che: come sopra...) e spremete un po' di limone sopra il tutto. un po' di olio, un po' di sale e poi frullate tutto!

è meglio di qualsiasi cosa... fuorché quell'attività di cui sopra per propiziare la quale è meglio evitare di mangiare l'aglio... (^__^)

peace&love a tutti!

ps ovviamente per ottobre ho già dato!

pps... le dosi sono come sempre a occhio: un po' più di metà di avocado, un po' meno di metà di pomodorini.
e aglio in base a quanto male volete alla gente che vi circonda... ;)

venerdì 7 settembre 2012

Ricetta di Settembre Gateau di Patate Vegetariano

Allora... diciamo che adesso sono un po' ne' hazzi! xké ho quasi finito le ricette che so fare... e ultimamente nn ho inventato niente di nuovo... perché ho avuto una parentesi fruttariana -che in effetti vorrei riaprire, un po' approfittando del caldo di questi giorni, un po' perché ho un po' sgarrato con troppi cibi nn proprio dietetici...
(non so se avete notato quante volte ho detto un po'? ...e lo dirò UN PO' di altre volte!
perché è così... sono un'osservatrice -un po'- amante delle sfumature, e quindi...)

Ad ogni modo: ci proviamo!



Per fare un gateau di patate, per prima cosa, non ci crederete, ma vi dovete procurare un discreto numero di patate. Lavarle, una minima, metterle a bollire, farle andare tanto e poi schiacciarle con la forchetta.

E quante ne fate?
bo? dipende da quanta fame avete, quanti ospiti e quanto è grande la teglia...
Sperimentate un po', ogni tanto, no? Se non sperimentate come ve lo godete il sapore di scoperta e di conquista delle cose della vita?
Ecco, ora che ho detto un'altra delle mie strrr...avaganze!
Dopo che avete schiacciato le patate cosa ci mettete dentro?
La ricetta originale vorrebbe burro, latte, olio, uova, formaggio e prosciutto a cubetti, un po' di sale a piacere (assaggiate, quando si cucina è sempre fondamentale assaggiare... sperando che abbiate un po' di gusto, se invece siete come mia madre, è uguale, anzi, meglio se non assaggiate!).

Però noi la vogliamo almeno vegetariana, per cui:

ci mettiamo del latte di soya e/o riso, la margarina -perché, nn so voi, ma io sono intollerante al lattosio- poi... ci si può mettere l'uovo, se nn siete vegani osservanti, e ok, il würstel di soya viennese affumicato, quello è buono, piace anche ai carnivori convinti -abbastanza, devo dire.
E poi eventualmente un pochino di grana, che contiene poco lattosio. Ci sono poi alcuni ritrovati alla soya che sono dei finti formaggi spalmabili, ne ho scritto in un'altra ricetta, quella dell'insalata greca... si potrebbe provare, nn so cosa ne viene fuori, nn dovrebbe essere cattivo...
Non so, poi inventate. Alla fine il Gateau sarebbe un piatto povero, dei contadini franscesi, che schiaffavano dentro alle patate (cibo povero di per sé) lessate e schiacciate, tutti gli avanzi. Un giorno gli schiavisti gliel'hanno assaggiato, gli è piaciuto ed è diventato un piatto serio ed esportato.






Allora, adesso mi sono rimasti: la ratatuille, mi'... nn mi viene in mente altro!
bah, la rubrica di cucina rischia di chiudere tra poco... vedremo!
Vorrà dire che il guacamole lo spiego per ottobre e non recupero la ricetta persa ad Agosto: ad Agosto è vacanza e non si cucina!

Buon week end!

e nn v'ingozzate, eh? ;)

Ah! il gateau, va poi messo nel forno, in una pirofila, meglio, o una teglia e va fatto cuocere una 20ina/30ina di minuti al massimo, il tempo che si compatti e che si sciolga il formaggio se ce lo mettete...

ps ah dimenticavo:

U
    N

         POOOOOOO'! 

ohhh.... ;-P

Doctors of Love

Bene, è arrivato il momento di farlo:

apro una rubrica di consigli sentimentali.

Non li do io, che sono negata e non ci capisco niente...

Ma ho contattato degli specialisti nel settore, uno psicologo californiano e una sessuologa e psicoterapeuta canadese che si occuperanno di rispondere ai vostri quesiti d'amore.

È UNA COSA SERIA, mi raccomando.

Lo psicologo risponderà alle donne e la psicoterapeuta/sessuologa risponderà agli uomini.

Perché, vi chiederete...

PER SCONGIURARE L'ESTINZIONE DELLA SPECIE!

Sarebbe un male?
Bella domanda, in effetti... bah, non so, ma è nell'ordine naturale delle cose che ogni specie sviluppi un istinto di autoconservazione....

Ma non lo facciamo solo per evitare l'estinzione, ma anche a fini EUGENETICI!

Sì perché diciamolo, il più delle volte le coppie si formano secondo criteri imperscrutabili, per non parlare di una serie di persone che andrebbero sottoposte a castrazione chimica per l'evidente inettitudine nel ruolo di genitori.

Allora scrivete numerosi, mi raccomando. Non so se si può scrivere ad una qualche mail interna del blog... x i nuovi lettori: sono una frana con queste diavolerie moderne!

Oppure scrivete a: giusy.lupis@gmail.com
nell'oggetto della mail scrivete: Doctors of love.


Farò solo da tramite traducendo le mail in inglese per gli esperti e traducendo in italiano le mail degli esperti.

(...col google translator)

Garantito l'anonimato, scegliete pure uno pseudonimo o firmatevi come anonimi.

A presto ;)

picciuoncini!

ps agli uomini risponde la dottoressa e alle donne il dottore per l'evidente motivo di rendere accessibile ad ognuno il punto di vista del sesso opposto, ma da fonte autorevole... ciao cari!

pps vi chiederete: e tu nn ti avvarrai della consulenza degli specialisti?

no, io vado a Lourdes direttamente!

ppps potete anche raccontare la storia dell'amico che gliel'ha detto una sua amica... il fine è scongiurare l'estinzione, nn sapere i fatti vostri, eh? ;)
devono essere storie esemplificative, insomma...


mercoledì 22 agosto 2012

Se vivessimo in un film...

“Il mondo è così totalmente e meravigliosamente privo di senso che riuscire ad essere felici non è fortuna:è arte allo stato puro."

(Renè Magritte)


È più o meno lo stesso pensiero che veniva espresso nel film che ho visto stasera.
Quando è finito mi sono chiesta: come mai ci si sente meglio dopo aver visto un film?
Per questo, perché i film danno senso alla vita, i film sono chiari coerenti lineari, vanno a fondo nelle cose.
I film tragici incominciano male e vanno a finire peggio.
Un film noioso non diventerà improvvisamente divertente ad un certo punto. Comincerà noiosamente, si trascinerà sbuffando e terminerà in una lenta e fastidiosa agonia finale: il tutto nella più piena e rasserenante coerenza. 
E così via, fino ad arrivare ai film che promettono un cambiamento, lo vedi benissimo, si vede benissimo, che il protagonista vive bloccato in un disequilibrio cristallizzato che non può durare ancora a lungo: con le sue manie, i suoi piccoli loop esistenziali e i vari vorrei ma non posso, potrei ma nn voglio.
E lì, siccome siamo in un film, immancabilmente gli eventi fanno in modo che il cambiamento tanto atteso, necessario, per cui tutto il pubblico fa il tifo, avvenga.
 E alla fine avviene. 
Ecco fatto, esci dal cinema soddisfatto, contento per i soldi ben spesi e te ne torni a casa alla tua vita in cui invece... non cambia mai niente.
Infatti quel senso di soddisfazione dopo poco svanisce e cominci a chiederti: io perché invece continuo a fare le stesse cose, gli stessi errori, le stesse parole di troppo o di meno, tengo per me quello che dovrei dire, blatero quello che dovrei tenermi per me..., perché?
Perché io non sono così fortunato e non viene nulla a scombinarmi la vita e farmi cambiare strada per dare un senso a tutta questa serie di piccoli avvenimenti accidentali messi in fila indiana?
È semplice: i personaggi dei film sono coraggiosi e tu (io, noi), invece no.
Rifacciamo le stesse cose ripetendo degli automatismi o seguendo ragionamenti tanto giudiziosi quanto privi di senso.
Perché abbiamo paura e prendiamo tutto troppo sul serio.
Lo sappiamo, eh? Non è che non lo sappiamo. Ma sempre troppo tardi o troppo presto, in astratto.
E finisce che i personaggi inventati sono più vivi di noi.
Seguono le loro passioni, fanno quello che tu vorresti fare, ma non hai il coraggio, quello che non avresti mai fatto, eppure guarda che strano cambiamento di prospettiva a provarci...
Non è facile. 
Ma riuscire a cambiare non è fortuna e non so se definirla arte, mi pare una visione romantica. È più una questione di coraggio.
È saggezza:
la paura fa correre un sacco di rischi,
la fretta fa perdere un sacco di tempo,
l'avarizia impoverisce,
etc...

Se vivessimo in un film, non faremmo certi errori... 
a meno che non fossero indispensabili allo sviluppo delle trama!



lunedì 23 luglio 2012

Aileen Wournos. Creare mostri e poi distruggerli per dare il buon esempio.

Un pomeriggio per puro caso mi sono imbattuta in un video dal titolo: Aileen Wournus, gone insane. Si trattava, l'ho scoperto dopo, dell'ultima intervista della prima Serial Killer donna, la donna dalla quale vicenda è liberamente tratto il film Monster, un'indegna e pressapochista pellicola Hollywoodiana uscita, in regime di perfetto sciacallaggio, un anno dopo l'esecuzione della poveretta.
Dopo questo frammento che ho rivisto più volte, dato che il mio inglese non è del tutto rodato -ma nel frattempo a forza di video senza sottotitoli è un po' migliorato- non sono riuscita a fare a meno di guardare tutto quello che ho trovato.
Un documentario tradotto in italiano: Aileen Wournus: mostro o vittima?
Due documentari di Nick Broomfield: The selling of a Serial Killer e Aileen: life and death of a Serial Killer.
La biografia sintetica e inesatta di wikipedia e per finire l'indegno film: Monster (2003), di cui non mi sembra necessario menzionare il regista, talmente superficiale e inutile è stato il risultato delle sue “fatiche”.

Dopo la Wournus mi sono dedicata ad altri Serial Killer, ma erano uomini e al contrario di lei molto più fisici, nell'uccisione, più sadici e malati.
Le loro biografie  però erano molto meno chiarificatrici circa le ragioni della loro follia.

Aileen nasce il 29 Febbraio del 1956, figlia di una ragazzina di 17 anni che è già al secondo figlio -avuto con un compagno dal quale è fuggita poco prima di partorire la Wournos. Il padre morirà non molto tempo dopo suicida in carcere, in carcere ci finisce dopo aver molestato una bambina di 7 anni.
Aileen assieme al fratello viene adottata dal nonno materno, la madre, che legalmente ne diviene anche sorella, resta con loro per qualche anno, poi sparisce e non ci saranno più contatti tra lei e la figlia se non in occasione di funerali, per lo più.
Il nonno è un alcolizzato, violento, pare abbia commesso abusi sia sulla madre di Aileen, che su Aileen stessa. Verso i 10 anni Aileen inizia ad avere rapporti incestuosi col fratello, di 3 anni più grande. Nello stesso periodo inizia a prostituirsi. A 13 anni rimane incinta e viene costretta a dare in adozione il figlio subito dopo il parto senza che le venga concesso nemmeno di vederlo.
Un anno dopo la nonna muore e l'anno successivo il nonno caccia di casa sia lei che gli altri fratelli.
Gli altri fratelli trovano altre sistemazioni, lei che era ormai nota a tutti come la puttanella di quartiere incomincia a vivere per strada, nei boschi.
A 15 anni quindi abbandonata a se stessa. In quell'occasione lo stato non ritiene opportuno intervenire, le sorti di questa minore non lo riguardano; a quanto pare, i servizi sociali hanno altro di cui occuparsi.
Per il resto conduce una vita da borderline, ai margini della società e ai margini della salute mentale, prostituendosi, bevendo, drogandosi, avendo episodi di zuffe, schiamazzi e sposando un 70enne a 18 anni che le promette un po' di stabilità, salvo poi andare su tutte le furie e picchiarlo col suo bastone quando le nega di tanto in tanto i soldi che lei continuamente gli chiede. Lui finirà col chiedere la separazione legale nel giro di pochi mesi.
Ad un certo punto incontra Tyra Moore, di qualche anno più giovane di lei e Aileen, improvvisamente, già trentenne, cambia inclinazioni sessuali. Le due diventano una coppia e di lì a poco Aileen incomincia la serie di omicidi, 7, che ne faranno la prima Serial Killer donna degli USA.
Questi omicidi li compie per lo più allo scopo di procurarsi dei soldi e probabilmente anche per evitare di avere rapporti sessuali con gli uomini che uccide e deruba.
Ne informa la compagna, che sarà di fatto sua complice, fino a quando non sarà chiaro che la polizia sta per catturarle. A quel punto Tyra scappa, torna dalla sua famiglia e inizia a collaborare con la polizia.
Sarà infatti grazie a lei che Aileen, nella sua infantile ingenuità, deciderà di confessare per evitare ogni coinvolgimento di Tyra nella vicenda.
Straziante l'immagine di Aileen che piange, vergognandosene, mentre ascolta i nastri delle sue telefonate con Tyra durante il processo: la sua amata l'aveva tradita. E lei aveva confessato e rischiava la pena di morte -che verrà eseguita circa 12 anni dopo- per salvare Tyra dalla galera.
Tyra era innocente, non aveva ucciso, lei. Ma non aveva nemmeno fatto nulla perché gli omicidi smettessero. Ed uscì pulita dalla vicenda solo per un mero scambio di favori con l'FBI.

Nel frattempo una pazza appartenente a non so quale delle mille congreghe cristiane americane, mi pare i cristiani della rinascita, decide di interessarsi al caso di Aileen e siccome non c'è altro modo per ricevere il diritto di farle visita in carcere: l'adotta.
Aileen non si ribella e ancora una volta sembra credere che qualcuno possa in qualche modo volerle un po' di bene e sostenerla, difenderla.
Continua a pensarlo fino a quando la buona samaritana che l'ha adottata, attirando su di sé un po' di riflettori e guadagnandosi il suo quarto d'ora di notorietà -motivo per cui volutamente non la nomino- le chiede di mandarle altri disegni, e di farne ancora -Aileen aveva iniziato a fare dei disegni a biro in carcere, la clausura, per lei che piuttosto che adeguarsi a delle regole predefinite aveva preferito dormire nei boschi o in spiaggia, risultava insopportabile e si distraeva come poteva.
A quel punto Aileen inizia a capire che la bontà della sua “matrigna” non era del tutto disinteressata.
Sulla non limpidezza del personaggio della “matrigna” testimonia anche il documentario di Broomfield, in cui vediamo come la buona samaritana si rifiuti più volte di rilasciare testimonianze e documentazioni (non si capisce bene poi a cosa si riferisca) di alcun genere, se non dietro il modico compenso di 25.000 dollari.
Alla fine della vicenda con ogni probabilità sia lei che Tyra, l'ex-compagna di Aileen faranno qualche affaruccio cedendo i diritti di copyright sulla vicenda.
Per lo stesso motivo, pare, alcuni poliziotti verranno indagati.

Durante le varie deposizioni e interviste Aileen cambia versione più volte. Parla di autodifesa, soprattutto all'inizio, arriva a inscenarne una ricostruzione mimando i gesti che pretende di aver fatto la notte del primo delitto, in quella che appare visibilmente come una goffa recita che descriverebbe le violenze subite dalla sua prima vittima e che lei avrebbe quindi ucciso solo per difendersi.
Questa ricostruzione viene imbecillemente presa per buona nel film Monster.

Con Broomfield, il suo principale intervistatore, avrà un atteggiamento perennemente contraddittorio: non vorrà assolutamente parlarci all'inizio, deciderà di confessarsi con lui dopo, sempre insistendo sulla versione dell'autodifesa e ragionando con lui sull'assurdità dello scetticismo della corte “non hanno voluto credermi perché mi hanno chiesto com'era possibile che anche gli altri 6 omicidi li avessi compiuti per autodifesa. Ma qui non si fa una questione di numero, ma di principio: l'autodifesa è autodifesa, non importa quante volte succede!” -non fa una grinza, no? Va be'...
Le volte successive lo accoglierà come un vecchio amico d'infanzia.
Poi gli confesserà, siccome vuole andare sulla sedia elettrica (alla fine invece morirà per iniezione letale) con la coscienza pulita, che la storia dell'autodifesa era tutto inventata e che aveva ucciso quegli uomini solo per derubarli e far sparire le prove. Quando lui le domanda: ma hai fatto una ricostruzione in tribunale, mimando i gesti, ed era stata molto credibile.
Lei risponde: ah sì? Molto credibile? Umh,... ma non era vero niente.

Dopo ancora lo chiamerà lei, per rilasciare le seguenti dichiarazioni: la sua famiglia era una famiglia del tutto rispettabile, non aveva mai subito molestie da piccola, suo padre e sua madre (che sarebbero i suoi nonni) erano delle persone per bene, ma lei era un po' irrequieta... dopo di che costringe Broomfield a spegnere le telecamere, cosa che lui finge di fare, e gli bisbiglia sottovoce non si capisce bene cosa.

Per finire il giorno prima dell'esecuzione rilascia un'ultima intervista sempre a Broomfield, che deve essergli riuscito in qualche modo simpatico, in definitiva.
E questo è appunto il primo video in cui mi ero imbattuta casualmente.
Il suo scopo in questa intervista è addossare la responsabilità di quello che ha fatto alla polizia: loro sapevano e non l'avevano fermata! E l'avevano lasciata fare al solo scopo di trasformarla in un Serial Killer e arricchirsi vendendo i particolari sulla storia.
Broomfield prova a farle notare che non tutti uccidono 7 persone, che quindi ci sarà pur stato qualcosa in lei, che l'aveva spinta a questo. Prova a far cenno alla sua infanzia disastrata, dice di aver parlato con la madre di Aileen...
Aileen strabuzzando gli occhi, nella smorfia che la rende caratteristica -e che alcuni ragazzotti americani penseranno bene di imitare e mettere su youtube, per fare qualcosa di divertente: ridere del mostro, come fosse un fenomeno da baraccone- Aileen risponde che non può averci parlato perché la madre è morta! Broomfield le specifica di aver parlato con la sua madre biologica, non con la nonna, che l'aveva adottata. “Quella non è nessuno per me!” taglia corto Aileen e minaccia di chiudere l'intervista se non si torna a parlare dei poliziotti.
Alla fine poco dopo chiude comunque l'intervista di colpo, seccata, strillando perché Broomfield non vuole capire quello che lei dice.
E se ne va.
Nonostante questi chiari e ripetuti segni di squilibrio mentale la Wournos -che durante una delle varie dichiarazioni di autodefinirà una rispettabile prostituta- viene dichiarata dopo una perizia psichiatrica durata circa 15 minuti pienamente consapevole dei suoi gesti e quindi non degna della grazia e di cure specifiche -nemmeno le molestie subite durante l'infanzia fanno testo per quegli psichiatri.



Il giorno dopo, quindi, lo stato che l'aveva ignorata totalmente fino a quando lei non aveva iniziato a regolarsi i conti a modo proprio, l'assicura al lettino della morte, le inietta il liquido letale nelle vene risolvendo così quest'altro piccolo problema nel solo modo che conosce: 
la vendetta.

Escludendo anche la più vaga ipotesi che il modo migliore di tutelare le innocenti vittime potrebbe essere: evitare di creare emarginazione e disperazione.
Preoccuparsi del fatto che nei licei si parli di cose come popolarità e marchio dei perdenti.
Non proporre il successo economico e sociale come uniche condizioni per sentirsi a posto con se stessi e dei bravi cittadini -tutti uguali, con gli stessi sogni, le stesse idee, nel paese che difenderebbe la democrazia e la libertà.
Perché così tanti casi di Serial Killer, per lo più molto più efferati e spaventosi di quello della Wournos (qui la cosa spaventosa è che sia stata una donna a farlo, ma di fondo si è limitata a sparare alla sue vittime, senza seviziarle come invece Jeffrey Dahmer, nei sui delitti omosessuali, e Ted Bundy, con le giovani collegiali) perché questi delitti capitano in così alta concentrazione negli Stati Uniti?
È un po' troppo facile liquidare ogni responsabilità pareggiando i conti con un altro delitto, legittimato dal principio della vendetta, o della punizione, e compiuto a nome della collettività.
Solo che le famiglie delle vittime non arrivano a capirlo e continuano a chiedere vendetta, e non giustizia, e a chiederla nella direzione sbagliata.
Lo stato Americano dovrebbe ripagare di tasca sua le famiglie delle vittime. E dovrebbe preoccuparsi di rimediare ai danni prodotti dalla sua superficialità e spietatezza. Non limitarsi a sopprimerli.
Questo se la giustizia gli stesse a cuore.

Due cose bisogna sperare di non essere in America: un emarginato e il disgraziato che capita nel momento sbagliato sulla strada di quell'emarginato nel momento in cui è particolarmente incazzato e... armato!


martedì 10 luglio 2012

Bolle di sapone.



Ultimamente sono banale, ma cosa ci posso fare? Quando succede così puoi solo aspettare che passi -ehsson momenti...!

Poi magari mi agevola dal punto di vista commerciale: messaggio più banale=più pubblico!

Anche se... in realtà, visto che non ho sponsor... viene un po' a mancare l'aspetto commerciale...

Ecco il punto è questo: è come le bolle di sapone, questo blog, in cui scrivo quando mi va -e anche un po' tutto quello che faccio..
E, come le bolle di sapone, è bello, divertente, colorato, trasparente... ma immancabilmente effimero.
E inutile.

Quando fai le bolle di sapone devi far attenzione a non sforzarti troppo, a non soffiare troppa aria... altrimenti non esce fuori nulla. 
Nello stesso modo, pur calibrando il fiato, non puoi esser troppo ambizioso, narcisista e avido di bolle immense! ...perché se no scoppiano mentre le soffi.
Ed è poi bello farne una raffica, ma non sempre si riesce, dipende dalla diluizione del sapone...
Le bolle più piccole vivono di più.
Ci sono poi 3 modi principali in cui le bolle muoiono.
Alcune ti vengono addosso, ed è una vera disdetta!, per via del vento...
Altre sbattono contro qualcosa (finestre, ringhiere) e scoppiano (sempre troppo presto) magari arrivano a sopravvivere fino al pavimento.
Le più fortunate riescono a valicare il balcone o la finestra e ballonzolano buffe per un po' fino a dissolversi, diventando tutt'uno con l'aria -le bolle piccole, di solito.

Ho pensato che mi piace fare cose effimere (e inutili) come le bolle di sapone.
Purché siano belle.

Certo: ogni shcarraffon' è bell' a mamma soia... comunque... (^_^)

lunedì 2 luglio 2012

Il Destino.



Non è una roba originale quella di cui voglio parlare, credo cioè che se ne sia già parlato altrove. Ma è una cosa a cui penso da anni e volevo esporla qui, con parole semplici.
A parte l'intro umoristica presa da Frankestein l'esempio cui volevo far riferimento è quello dell'Edipo.
Frankentein Junior è un esempio virtuoso di felice superamento degli oscuri presagi.
Frankestein Junior va incontro al suo destino e scopre che non è poi così male essere un Frankestein e che il mostro in fondo è un buontempone.

Nell'Edipo abbiamo l'esempio opposto -certo, è 'na traggedia, chiaro....
Il padre di Edipo riceve un vaticinio (o profezia) nefasto: il figlio lo ucciderà e ne prenderà il posto.
Decide quindi, per sfuggire al suo Destino, di allontanare il figlio e di farlo assassinare da un servo.
In questo modo pone le condizioni perché il suo destino si avveri, perché il servo non ha il cuore di uccidere un infante e lo lascia lì. Il neonato viene trovato dal servo di un altro re e quindi adottato e cresciuto in un altra famiglia.
Il padre di Edipo non pensa nemmeno per un'istante di cercare di affrontare il suo destino, di crescere il figlio secondo sani principi morali, di educarlo, di stabilire un buon rapporto con lui.
Non ha fiducia in se stesso e nemmeno nella sua progenie e nella fondamentale bontà dell'essere umano.
Ma non ha nemmeno il coraggio di prendersi la responsabilità della sua scelta crudele, e quindi non uccide con le sue mani il figlio.

Edipo cresce lontano dal suo regno, senza conoscere il vero padre, convinto di esser figlio dei regnanti che l'hanno adottato.
Anche lui, ansioso di conoscere il proprio destino, si reca dall'Oracolo. L'Oracolo gli predice che ucciderà il padre e giacerà con la madre.
Edipo decide di fuggire da quella che crede essere la casa paterna.
Non prova a fidarsi di se stesso, della propria bontà, dei propri buoni sentimenti nei confronti di quelli che crede essere i suoi genitori.
Ma se non fosse mai partito non avrebbe mai incontrato il vero padre e non l'avrebbe ucciso durante una stupida lite.
Non ne avrebbe poi preso il posto al fianco della madre e non sarebbe diventato il padre dei propri fratelli.

E quindi?

E quindi credo si possa dire che è la paura in sé il vero problema e che basterebbe aspettare un po', resistere, adagiarsi emotivamente in questa condizione di incertezza pur rimanendo pronti all'azione, per scongiurare il peggio.
Se poi le cose devono andare a rotoli... lo faranno comunque.
E finché c'è vita... c'è speranza.

Have a nice day, everybody :)

giovedì 21 giugno 2012

Ricetta di Giugno: veloce veloce: insalata greca vegan! ;)

Allora... è molto semplice.
Prendete dei pomodori, se volete fare i fighi li prendete bio, se no normali, del mercato o supermercato.
Piccola parentesi, i pomodori buoni sono molto rossi e profumano, di pomodoro, non saprei come descrivere altrimenti; credo che l'odore derivi più dalla parte dei picciuoli, che non dal pomodoro stesso. Se annusandoli sentite l'odore di pomodoro, prendeteli. Se non sentite nessun odore, mollateli lì.
Tagliate i pomodori nella foggia che più vi aggrada, ci aggiungete i cetrioli, secondo me tagliati non troppo fini, ma anche lì va a gusto. Aggiungete le olive, io ci ho messo le taggiasche, e non era male l'accostamento. Il basilico (quello me lo sono dimenticata... azz! orca vacc! ecco cosa mancava...! vabbé...) olio sale e... potete scegliere tra i würstel di soya viennesi, sono un tipo speciale, e sono i più buoni. Gli altri fanno abbastanza schifo, ad esser sincera... Li tagliate a cubetti e buttate dentro anche quelli.
Oppure potreste provare con il tofu spalmabile con gli omega3, della Soyana, molto buono. Però non lo potete mettere a cubetti, bensì a tocchetti, non è proprio lo stesso.
Potreste metterci entrambi, oppure farne a meno.
L'importante sono pomodori, olive, BASILICO (la prox volta...), e cetrioli.

Ok... questa ricetta è più fuffa del solito... però è sia buona che estiva, tié!

E poi oggi ho anche aperto una Radio, abbiate pazienza...eh!

oppure.... oppure l'ingrediente X può essere l'avocado (ben maturo, mi raccomando, se no fa schifo, ma nn troppissimo) tagliato a cubetti...  ;)

bon apetit!

RadioLupis Asa vibes

Ed eccoci alla prima vera puntata di RadioLupis.
Quest'oggi cominciamo con la prima artista che RadioLupis propone al piccolo pubblico di questo piccolo blog: evviva la nicchia!
Si chiama Asa che esiste anche sulla wikipedia italiana... ma con 4 righe dedicate http://it.wikipedia.org/wiki/A%E1%B9%A3a
Decisamente più accurato il wikipedia english e quindi international http://en.wikipedia.org/wiki/A%E1%B9%A3a
credo che non sia conosciuta in Italia e credo che sia ora la si conosca.
Certo, questo non è il tramite più indicato... ma spero che da qui la cosa possa germogliare e ramificarsi!
Gente, dobbiamo difenderci dal mercato della musica (colluso coi governi, secondo me) che ci vuole ignoranti e... scusate il termine forte: mangiamerda!
Ci offre, cioè, della robaccia in maniera tale che ci abituiamo al fatto che quella è la roba che fa per noi. Musica di merda, cinema di merda, televisione di merda, spettacoli di merda... e quindi: vita di merda!
Beh, noi, da RadioLupis (cioè io, col plurale maiestatis, ma spero di parlare, presto, a nome del pubblico di RadioLupis unito nella lotta al kitsch e alla "mmerda" in generale), insomma, NOI DICIAMO NO! Discografici, produttori, governanti: la merda, se vi piace, sucatevela voi!

Ecco... scusate, ma quando ce vo' ce vo'!

ora... faccio un esperimento, non so se è possibile allegare una sequenza di video youtube, ma io ci provo.
http://www.youtube.com/watch?v=QCpYw9XzuzU&feature=bf_prev&list=ALHTd1VmZQRNrFYbjlmmVnYeJH0sA7vV95
Spero abbia funzionato, altrimenti cercate un video di Asa su yt, come The way i feel, molto bello tra l'altro. E dovrebbe comparirvi sulla colonna destra, in alto, la sequenza di cui sopra.

Quello che posso dire di aver notato, di questa cantante, oltre alla bella pasta vocale, calda, tipicamente afro (Asa è nigeriana), un grande gusto nella scelte musicali -i brani non sono, per lo più, sue composizioni- e scelte in un certo senso, credo, furbe negli arrangiamenti. Furbe, ma di classe. Ci sono diversi passaggi che ricordano brani molto più noti degli anni 60-70, strumentali, o colonne sonore.
Il tutto è comunque abilmente costruito e fila meravigliosamente.


Questo è comunque, assieme a The way I feel, uno dei miei pezzi preferiti.

Perché non possiamo essere felici?
Perché non possiamo avere il meglio?
Prendiamocelo brothers & sisters!

'taca la miusica! ;)

ps kezzo! l'esperimento ha funzionato! la Radio-Blog apre i battenti ufficialmente!
buona serata, amici ascolta-lettori...

RadioLupis: Asa - Fire on the Mountain - go on for all the summer!!!!! La prima radio scritta, la prima radio-blog!

sabato 16 giugno 2012

Sia lodata la guerra!

Sia lodata la guerra
che ci fa sentire Vivi!
Sia santificata
la guerra
che ci ricorda che siamo animali
ma animali migliori degli altri animali
animali superiori
animali supremi!
Prova ne sia che li stiamo sterminando
poco alla volta,
razza per razza,
gli altri animali.
E non vi è nemmeno dubbio alcuno su chi governi,
in questo pianeta
(...cataclismi a parte).
Sia glorificata la guerra
che tutto rende lecito:
smembramenti
stupri
stupri di bambini
torture
menzogne
insabbiamenti
perversioni
umiliazioni
esperimenti pseudo-medici
sterminii
e revisionismi.
Siano lodate le piccole guerre private,
Che distolgono la nostra attenzione
da quello che ci succede attorno.
Che ci fanno sentire legittimati
nelle nostre piccole passioni:
invidie, gelosie, piccole prepotenze, iniquità...
piccole.
Il mondo ha bisogno di tutte queste guerre:
grandi, piccole, medie, mondiali, minuscole.
Ne ha bisogno per restare com'è.
Niente cambia, se tu non cambi.
E noi non vogliamo cambiare, per cui:
facciamo la guerra ai vicini di casa,
ai rivali,
a chi non ci piace,
a chi non fa quello che vogliamo,
a chi ci chiede una tregua...
e a chi crediamo ci voglia fare una guerra.
In guerra si perde tutti,
ma la guerra non si fa per vincerla,
si fa per assaporare il gusto del sangue
l'ebrezza dell'adrenalina
il fremito della paura dell'avversario
la forza vivificante dell'odio.
L'amore è incerto,
l'indifferenza è scialba,
le amicizie vanno e vengono.
L'odio è una sicurezza.
Sia lodata la guerra
che ci fa odiare!
(stuprare
prevaricare
smembrare
distruggere...)

sabato 19 maggio 2012

Lo sport Nazionale milanese...

 Ne ho parlato con diverse persone, per cui so che non sono l'unica a cui è successo.
Lo sport nazionale milanese è il: ti vedo, ma faccio finta di no...

E perché mai?, voi vi chiederete...


Bah, a volte: 

perché si tratta di una conoscenza superficiale...

ma manco un saluto? Cosa costa un saluto?

Perché non mi sei tanto simpatico...

ma il saluto non è una dichiarazione né d'amore né di simpatia... è solo educazione, o al limite segno di buona vista e buona memoria...

no, è che... c'ho i coglioni girati...

e allora nn mi saluti? E io cosa c'entro coi tuoi coglioni girati, che non ci vediamo da una vita?

Appunto, non ci vediamo da una vita e quindi nn so di cosa parlarti...

ma nn dobbiamo per forza parlare, basta che fai ciao con la manina!!...

Perché le persone fanno questa cosa a milano?

Sono giunta alla conclusione che è una questione di maschere, di ruoli sociali e di insicurezze.
Se riincontri una persona che conosci poco, con cui non si è stabilito un legame d'amicizia, solo una generica e momentanea sintonia, o a volte manco quella, giusto una conoscenza, non la saluti soprattutto se ti trovi in un altro contesto sociale in quel momento. Sei con degli altri amici, oppure sei per i fatti tuoi, e proprio perché sei per i fatti tuoi, non ti va di salutare.
Ma è una questione di ruoli... e di maleducazione.

La cosa più brutta è che ti costringono in qualche modo a farlo con loro. Una volta che riconosci una persona in una folla (se sei di sinistra succede sempre alle manifestazioni -non so, in effetti, se capiti anche alla gente della destra milanese... forse no, in fondo hanno sempre qualcosa da intrallazzare tra di loro... secondo me loro non lo praticano lo sport nazionale milanese, ma bisognerebbe verificare...) dicevo, una volta che riconosci una persona nella folla e provi a lanciarle uno sguardo sorridente, o per lo meno pacifico, più volte, e questa non risponde, elude... finisci col dirti: “Vabbé, pazienza. Allora facciamo finta che ci sia un muro invisibile che ci impedisce solo a noi due di vederci, va bene? Così sei più contento...
E te ne torni a casa con una sensazione così brutta e squallida di disumanità, o di stupidità (profonda!), o di incomprensibili menate -a seconda di chi ha finto di non vederti e di che tipo di persona è e di quante persone hai incontrato in quel periodo o giorno che han fatto la stessa cosa.

Su tutto, è questa la cosa che rende milano una città brulla e desolata.

E finché non cambieremo questa cosa non cambieremo niente, a milano.

Non salutare una persona che conosci anche poco è un modo di chiudersi alle possibilità, è un modo di deprimere la propria umanità e generosità.

Che cosa costa un saluto?

Un saluto non significa: ti voglio bene, tengo tanto a te, tengo tanto alla tua opinione, etc...
un saluto significa solo: ah, ecco: ti ho visto, mi ricordo della tua faccia.

Fatelo e milano farà un po' meno schifo!