Ci sono voluti un po' di tentativi, ma alla fine ce l'ho fatta!
Le ricette che avevo trovato eccedevano nel limone, è bastato dosare quello e poi...
È semplicissima da fare, ci vuole solo un frullatore a immersione (minipimer).
ingredienti:
latte di soia
olio di semi di mais
senape
curcuma
limone
sale
Usando un bicchiere come misurino lo riempite per un terzo di latte di soia e poi versate il contenuto nel contenitore che usate come mixer. Poi riempite lo stesso bicchiere per intero di olio di semi di mais, fermandovi un po' prima dell'orlo e lo versate nel mixer. Poi aggiungete la puntina di un cucchiaino di senape, ce ne vuole molto poca, per dare un po' di sapore. Una spruzzata di curcuma, per il colore giallognolo, e poi circa un quarto di limone, cioè circa la metà del succo di mezzo limone (e non un limone intero come avevo trovato in diverse ricette -questo per quanto riguarda le dosi per un barattolo di maionese, se ne fate 4 ne potete usare di più. La maionese di soia, comunque, tende ad andare a male più in fretta della maionese normale, però la finirete più velocemente, perché è molto più leggera).
Per finire un po' di sale.
Dopo aver versato tutti gli ingredienti immergete il minipimer, salendo e scendendo, aiuta a dare consistenza.
Assaggiate, come sempre, prima di considerare l'esperimento riuscito, cosi potete decidere se aggiungere un po' di sale o di limone.
Bon, e buona maionese con poco colesterolo :)
Cantante, insegnante di canto, autrice di canzoni, poesie e racconti. Diplomatasi nel 2002 in Scrittura Drammaturgica presso la Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, accede al corso di Canto Jazz della Civica Scuola di Musica Jazz di Milano lo stesso anno e si diploma nel 2006. Laureata in Canto Jazz con laurea magistrale a pieni voti.
martedì 11 marzo 2014
sabato 1 marzo 2014
La ragazza che camminava nuda, di notte, a Londra.
Alle
volte penso che sarebbe bello togliere tutta questa fuffa di dosso.
Maschere,
orpelli, finzioni...
E
camminare nudi di notte, come quella ragazza, a Londra, che aveva
appena fatto una telefonata.
Avete
presente com'è quando vi prende una strana, sottile, sensazione
spiacevole. Come un brivido dietro al collo, tra le spalle?
Non
sai bene cosa sia, poi piano piano si fa sempre più frequente, poi
ad un certo punto diventa una cosa che non vedi perché non la vuoi
vedere, hai iniziato a cercare mille piccole giustificazioni, per
mille piccoli atti mancati -altrui- e non riesci a smettere.
Oramai
è diventato come un incontro di arti marziali, perenne ed
estenuante. Colpo, parata, colpo, parata.
Ma
perché non ha...? beh, è
chiaro, sarà perché in questo periodo... scrivigli ancora e vedrai
che...
No,
certo.
Ma
non ha risposto... ma lo
sai che odia i messaggi, risponderà...
E
quella faccia?
È
stanco, su! Perché tutte queste paure?
È
lui, il nostro amore, siamo assieme da nove anni e più, oramai, vuoi
che non ce lo dica se c'è qualcosa che non va?
E se
gli dispiacesse... ma ce
lo direbbe! Dai!
Ma
ad un certo punto la sensazione si fa insopportabile e gli strani segni, da giustificare, sono oramai veramente troppi e...
E
glielo chiede!
Hai
idea di che cosa abbia significato tutto quel tempo di dubbi e
illusioni?
Più
o meno come accorgersi che la vita sta lasciando il tuo corpo, poco
per volta, centimetro per centimetro.
Sarà
la distanza, tutto qui, appena torno... non telefonare! Cosa telefoni
a fare, ci siamo sentiti ieri, smettila!
BASTA!
Basta stai zitta, io adesso telefono e tu stai zitta!...
No,
nulla... cos'ho? ...niente, amore... è che... alle volte mi chiedo
se sta andando tutto bene... e se per caso non staresti... insomma...
mi chiedevo: se vuoi continuare...?
Te
lo avevo detto di non chiederglielo...
STAI
ZITTA!!!...
Segue
un brusio frenetico e concitato, le manca il fiato e non riesce più
a stare ferma.
Scende
in strada e inizia a camminare, non ha neanche chiuso la porta di
casa... e, chiaramente, non ha una meta.
Soffoca,
non può respirare.
Si
leva il fuolard, fa un po' freddo, è sempre un po' umido, a Londra,
soprattutto la sera...
Lo
getta nell'acqua, yaup! Accidenti come ondeggia e poi: affonda. E lo trascina la corrente...
Poi
la giacca, una di quelle sue giacche vintage, che a lui non piacevano
per niente.
Via!
Gli
anelli, la collanina, la camicetta...
Le
scarpe: vuole sentire la terra sotto i piedi, ne ha bisogno... è
quel vuoto nella pancia che...
e
le toglie il fiato!
E
poi le calze...
La
gonna...
Tutto
il resto!
E
non ha niente che tagli con sé -non ha più niente- se no getterebbe via anche i capelli!
E
poi passeggia per un po' così, nuda, come una regina, ché ai londinesi
piacciono le stranezze e ci mettono un po' prima di chiamare
qualcuno: la polizia... un'ambulanza!
Hi,
I'm
the naked maiden,
walking
down
by the London river.
domenica 16 febbraio 2014
domenica 2 febbraio 2014
Vegan Cheese - Mozzarella vegana -ricetta di Febbraio bis!
oh, nn potevo resistere fino a marzo per la prossima ricetta, ce l'ho fatta, ne sono certa, sia consistenza che sapore -sarà pronta tra qualche ora, ma sono sicura che va bene- ed ecco quindi le varianti che ho introdotto (sono geniali! sono commossa e fiera di me stessa... è stato tutto un lavoro di ricerca interiore, ccioè.. mi sentivo un po' come il protagonista di profumo di suskind, ma senza strozzare o cuocere nessuno per distillarne la fragranza...)
2 cucchiai abbondanti di maizena (e non fecola, ha un sapore troppo caratteristico e dolciastro, la fecola)
1 cucchiaio di farina di riso
7-8 cucchiai di latte di soia
2 cucchiai di panna di soia
2 cucchiai di yogurt di soia
1 cucchiaio di olio d'oliva extravergine
qualche goccia di limone
maionese di soia (l'ingrediente segreto)
sale
prendete un pentolino, ci mettete il maizena e lo mescolate col latte di soia, con la forchetta, per evitare i grumi. poi aggiungete il cucchiaio di farina di riso, i due cucchiai di panna di soia.
(piccola parentesi: la panna di soia costa uno sproposito, se la comprate, rispetto a quel che vi costa farla ed è facilissima da fare. ci vuole un frullatore a immersione -minipimer- mezzo bicchiere di latte di soia, un bicchiare di olio di semi di mais, meglio se bio, un pochino di fruttosio e un pizzico di sale. frullate il tutto ad intermittenza, cioè accendendo e spegnendo il minipimer)
unite lo yogurt e l'olio, aggiungete del sale, anche 3 pizzichi (assaggiate) e mettete tutto sul fuoco al minimo continuando a mescolare con la forchetta per tutto il tempo. ci vogliono almeno 10 minuti, quando comincia ad addensare spruzzateci qualche goccina di limone e quando diventa ancora più denso l'impasto aggiungete un cucchiaio di maionese di soia -la ricetta ve la do il prossimo mese, altrimenti la trovate su yt.
continuate a mescolare sul fuoco finché non diventa denso il tutto, compatto e tende a staccarsi dalle pareti.
a quel punto lo potete versare in uno stampo -consigliano di ungere lo stampo con olio l'oliva- ci vuole una ciotolina di vetro o ceramica, possibilmente. la coprite con un comperchio o con della pellicola trasparente e la lasciate in frigo per almeno 8 ore.
il formaggio di soia -o di riso- costa circa 4 euro all'etto, o più.
con queste dosi un etto penso costi meno di un euro, in tutto.
fuck the system bro'&sis'! ;-D
ps rettifico: è pronta in un paio d'ore... ed è buonissima!
un'ottima approssimazione al formaggio.
sono sempre più fiera... (*.*)
pps ad esser più precisa somiglia più alla crescenza, che è il formaggio che mi piace di più e che mi manca più di tutti! -e mi fa malissimo... ovviamente.
2 cucchiai abbondanti di maizena (e non fecola, ha un sapore troppo caratteristico e dolciastro, la fecola)
1 cucchiaio di farina di riso
7-8 cucchiai di latte di soia
2 cucchiai di panna di soia
2 cucchiai di yogurt di soia
1 cucchiaio di olio d'oliva extravergine
qualche goccia di limone
maionese di soia (l'ingrediente segreto)
sale
prendete un pentolino, ci mettete il maizena e lo mescolate col latte di soia, con la forchetta, per evitare i grumi. poi aggiungete il cucchiaio di farina di riso, i due cucchiai di panna di soia.
(piccola parentesi: la panna di soia costa uno sproposito, se la comprate, rispetto a quel che vi costa farla ed è facilissima da fare. ci vuole un frullatore a immersione -minipimer- mezzo bicchiere di latte di soia, un bicchiare di olio di semi di mais, meglio se bio, un pochino di fruttosio e un pizzico di sale. frullate il tutto ad intermittenza, cioè accendendo e spegnendo il minipimer)
unite lo yogurt e l'olio, aggiungete del sale, anche 3 pizzichi (assaggiate) e mettete tutto sul fuoco al minimo continuando a mescolare con la forchetta per tutto il tempo. ci vogliono almeno 10 minuti, quando comincia ad addensare spruzzateci qualche goccina di limone e quando diventa ancora più denso l'impasto aggiungete un cucchiaio di maionese di soia -la ricetta ve la do il prossimo mese, altrimenti la trovate su yt.
continuate a mescolare sul fuoco finché non diventa denso il tutto, compatto e tende a staccarsi dalle pareti.
a quel punto lo potete versare in uno stampo -consigliano di ungere lo stampo con olio l'oliva- ci vuole una ciotolina di vetro o ceramica, possibilmente. la coprite con un comperchio o con della pellicola trasparente e la lasciate in frigo per almeno 8 ore.
il formaggio di soia -o di riso- costa circa 4 euro all'etto, o più.
con queste dosi un etto penso costi meno di un euro, in tutto.
fuck the system bro'&sis'! ;-D
ps rettifico: è pronta in un paio d'ore... ed è buonissima!
un'ottima approssimazione al formaggio.
sono sempre più fiera... (*.*)
pps ad esser più precisa somiglia più alla crescenza, che è il formaggio che mi piace di più e che mi manca più di tutti! -e mi fa malissimo... ovviamente.
sabato 1 febbraio 2014
Ma eccoci alla ricetta di Febbraio... la Caponata Catanese Come Mi Piace a Me!
così, brutalmente, senza darvi il tempo di ambientarvi al fatto che è già febbraio, da un giorno all'altro, e tutte quelle cose che volevate fare a gennaio, dovrete dire e pensare che le farete a febbraio, che poi vuol dire marzo, ché febbraio finisce in un soffio, ed è pure cominciato di sabato, alla fine si arriva ad aprile, nn sai manco come ed è finita che è già estate e nn hai prenotato le vacanze -mannaggia! i villaggi valtour sono già tutti pieni...
vabbé...
cmq...
sto lavorando alla mia personale ricetta della maionese vegana... ma nn sono ancora soddisfatta, quindi siccome tutte le ricette debbono essere rigorosamente testate, vi dico la ricetta della caponata come piace a me, quella buona, ché nn vi ci giocate il fegato.
perché è importante sapere che la caponata è a base di solanacee, che sono tanto buone quanto un filino, magari nn proprio tossiche, ma per lo meno impegnative, per il fegato. se poi -come fanno quegli incoscienti palermitani- vi mettete pure a friggere tutto... insomma, mollate direttamente il fegato in un cassonetto davanti ad un laboratorio di esperimenti transgenici e fate prima!
allora...
ingredienti:
cipolla
patate
peperoni
melanzane
ascqua bollente
polpa di pomodoro
olive nere e olive verdi denocciolate e tagliate a rondelle.
per prima cosa tagliate a pezzettini la cipolla e mettetela a soffriggere. dopo aver sbuccciato e tagliato a pezzetti irregolari le patate (ah, son tornata alla tradizione delle quantità ad occhio... dipende da quanta gente c'è. diciamo che cmq le percentuali di patate e melanzane devon esser più o meno paritarie un pochino meno di peperoni -la polpa di pomodoro serve da liquido per far cuocere, assieme a un pochino d'acqua) insomma aggiungete le patate e fatele rosolare un pochino -sempre a fuoco lento.
poi aggiungete i peperoni.
per ultimo le melanzane.
dopo aver fatto rosolare i componenti della caponata come mi piace a me :), aggiungete la polpa di pomodoro con le olive (all'LD la trovata già pronta.. a dire il vero l'avevo presa per sbaglio, e poi mi ero detta: cavoli, ci vorrebbero olive nere e verdi denocciolate tagliate a rondelle, la apro... e c'erano! -dio esiste! (*.*) )
dopo poco aggiungete anche un po' di acqua bollente.
il tutto deve cuocere assieme a fiamma media fino a che le patate nn sono ben cotte... oddio, ad alcuni piacciono un pochino "al dente", io le preferisco ben cotte, il che significa lasciarle a rosolare da sole un po' di più, credo... nn sono sicura. vabbé: quel che nn ammazza, ingrassa!
tempo di cottura... penso un'oretta tra tutto.
bon apetit! ;)
vabbé...
cmq...
sto lavorando alla mia personale ricetta della maionese vegana... ma nn sono ancora soddisfatta, quindi siccome tutte le ricette debbono essere rigorosamente testate, vi dico la ricetta della caponata come piace a me, quella buona, ché nn vi ci giocate il fegato.
perché è importante sapere che la caponata è a base di solanacee, che sono tanto buone quanto un filino, magari nn proprio tossiche, ma per lo meno impegnative, per il fegato. se poi -come fanno quegli incoscienti palermitani- vi mettete pure a friggere tutto... insomma, mollate direttamente il fegato in un cassonetto davanti ad un laboratorio di esperimenti transgenici e fate prima!
allora...
ingredienti:
cipolla
patate
peperoni
melanzane
ascqua bollente
polpa di pomodoro
olive nere e olive verdi denocciolate e tagliate a rondelle.
per prima cosa tagliate a pezzettini la cipolla e mettetela a soffriggere. dopo aver sbuccciato e tagliato a pezzetti irregolari le patate (ah, son tornata alla tradizione delle quantità ad occhio... dipende da quanta gente c'è. diciamo che cmq le percentuali di patate e melanzane devon esser più o meno paritarie un pochino meno di peperoni -la polpa di pomodoro serve da liquido per far cuocere, assieme a un pochino d'acqua) insomma aggiungete le patate e fatele rosolare un pochino -sempre a fuoco lento.
poi aggiungete i peperoni.
per ultimo le melanzane.
dopo aver fatto rosolare i componenti della caponata come mi piace a me :), aggiungete la polpa di pomodoro con le olive (all'LD la trovata già pronta.. a dire il vero l'avevo presa per sbaglio, e poi mi ero detta: cavoli, ci vorrebbero olive nere e verdi denocciolate tagliate a rondelle, la apro... e c'erano! -dio esiste! (*.*) )
dopo poco aggiungete anche un po' di acqua bollente.
il tutto deve cuocere assieme a fiamma media fino a che le patate nn sono ben cotte... oddio, ad alcuni piacciono un pochino "al dente", io le preferisco ben cotte, il che significa lasciarle a rosolare da sole un po' di più, credo... nn sono sicura. vabbé: quel che nn ammazza, ingrassa!
tempo di cottura... penso un'oretta tra tutto.
bon apetit! ;)
lunedì 6 gennaio 2014
Ricetta di gennaio: la panna da cucina di soya!
ho letto alcune volte: è facilissima, è semplicissima....
ma la naturale diffidenza instillata da internet mi portava e diffidare...
occavoli! è davvero facile!
1 parte di soya
2 parti di olio di semi di mais
e minipimer!
prendete il contenitore del mixer o cmq un contenitore lungo e stretto e una volta versate le due parti, frullate!
(più volte, per ottenere una maggiore densità.)
poi potete aggiungere un pochino di panna fruttosio, poco soprattutto per preparati salati.
sulla panna dolce da montare nn ho ancora lavorato, vedrò...
buon ultima panzata di cibo delle vacanze natalizie! :)
ma la naturale diffidenza instillata da internet mi portava e diffidare...
occavoli! è davvero facile!
1 parte di soya
2 parti di olio di semi di mais
e minipimer!
prendete il contenitore del mixer o cmq un contenitore lungo e stretto e una volta versate le due parti, frullate!
(più volte, per ottenere una maggiore densità.)
poi potete aggiungere un pochino di panna fruttosio, poco soprattutto per preparati salati.
sulla panna dolce da montare nn ho ancora lavorato, vedrò...
buon ultima panzata di cibo delle vacanze natalizie! :)
sabato 4 gennaio 2014
"Semplifichiamo la vendita delle armi" disse il consigliere PD agli amici leghisti....
http://milano.repubblica.it/cronaca/2014/01/04/news/lombardia_consigliere_pd_con_la_lega_semplifichiamo_la_vendita_della_armi-75104147/
Massì, insomma... ultimamente c'è una calma piatta desolante... perché non ravvivare l'atmosfera con un po' di sparatorie, inseguimenti, rapine?
Duelli da mezzogiorno di fuoco... insomma, bisogna dare un'accelerata! Ci manca ancora tanto per emulare gli Stati Uniti -in tutto tranne che nella meritocrazia, mi raccomando, è fondamentale che un paese non perda le sue tradizioni, i suoi valori culturali, le sue radici... corruzione e raccomandazioni ce le teniamo! Eh?
Modernizzazione, non stravolgimento.
E poi c'è crisi: bisogna far girare l'economia!
Qui ci guadagnano nell'ordine: i commercianti di armi; le asl (magari il pronto soccorso non si paga, però poi la riabilitazione, se uno ce la fa, se invece non ce la fa...); i becchini;... forse anche gli assicuratori e gli avvocati... i vetrai!, i muratori...
Ragazzi, è tutto profitto! È un'ottima proposta!
(Molto civile, soprattutto.)
E poi diciamocelo: una vita in più, una vita in meno... che differenza vuoi che faccia?
Nella maggioranza dei casi non se ne accorge nessuno, via!
Senza falsi pudori e timidezze: mettiamo le armi nei supermercati!
E buon divertimento!
Bang! Bang! Ra-ta-ta-ta-ta-ta-ta-ta-ta-tà!
Si ride, ci si diverte...
Massì, insomma... ultimamente c'è una calma piatta desolante... perché non ravvivare l'atmosfera con un po' di sparatorie, inseguimenti, rapine?
Duelli da mezzogiorno di fuoco... insomma, bisogna dare un'accelerata! Ci manca ancora tanto per emulare gli Stati Uniti -in tutto tranne che nella meritocrazia, mi raccomando, è fondamentale che un paese non perda le sue tradizioni, i suoi valori culturali, le sue radici... corruzione e raccomandazioni ce le teniamo! Eh?
Modernizzazione, non stravolgimento.
E poi c'è crisi: bisogna far girare l'economia!
Qui ci guadagnano nell'ordine: i commercianti di armi; le asl (magari il pronto soccorso non si paga, però poi la riabilitazione, se uno ce la fa, se invece non ce la fa...); i becchini;... forse anche gli assicuratori e gli avvocati... i vetrai!, i muratori...
Ragazzi, è tutto profitto! È un'ottima proposta!
(Molto civile, soprattutto.)
E poi diciamocelo: una vita in più, una vita in meno... che differenza vuoi che faccia?
Nella maggioranza dei casi non se ne accorge nessuno, via!
Senza falsi pudori e timidezze: mettiamo le armi nei supermercati!
E buon divertimento!
Bang! Bang! Ra-ta-ta-ta-ta-ta-ta-ta-ta-tà!
Si ride, ci si diverte...
martedì 31 dicembre 2013
domenica 29 dicembre 2013
Ricetta di Dicembre.
Uh! sta finendo l'anno e non ho scritto l'ultima ricetta dell'anno...
E non la scriverò perché non saprei quale roba tirar fuori... e poi non mi va.
Quindi consiglierei a tutti di cercare di non strafogarvi troppo -anche se in effetti in molti casi in questo periodo il cibo può essere l'unico conforto, un potente anestetico.
Il Natale non ha proprietà magiche e non cambia -soprattutto non migliora- le persone.
O non per più di uno o pochi natali...
È quindi consigliabile cercare delle buone compagnie o una sana e corroborante solitudine.
Troppo spesso si ignorano le virtù della solitudine. Difficilmente si litiga da soli, salvo personalità multiple.
Da soli di solito non capita di insultarsi, quindi non si rimane inutilmente in attesa di scuse che -fatalmente- non arrivano, perché non arrivano manco le offese.
E non vi succederà che qualcuno rompa qualcosa di vostro -reale, fisico, o metafisico- senza dispiacersene minimamente.
Divano, film e libri. Grattate di panza. Cibo a vostra personale scelta, fatto da voi, ordinato, surgelato...
E nessuna illusione.
In alternativa si può sempre servire alla mensa dei poveri, basta che si tratti di un associazione laica e non cattolica.
Quello che devo tristemente constatare è che, sì, come avevo scritto in un racconto sul natale, prima o poi arriva un Natale decente.
Però poi, dopo un po', presto o tardi, tornano i natali di merda -se a quelli eravate abituati e se vi ostinate a non stare a debita distanza da chi ve li ha regalati in passato.
"as we post there before the purple mountains
in our stupid clothing, we pause, look
about: nothing changes, it only congeals," (C.Bukowsky)
Ah, dimenticavo -se non soffrite di gastrite- alcol! Tanto alcol!
E se no, se avete lo stomaco delicato, almeno un po' di sidro...
E fanculo le rotture di coglioni!
E non la scriverò perché non saprei quale roba tirar fuori... e poi non mi va.
Quindi consiglierei a tutti di cercare di non strafogarvi troppo -anche se in effetti in molti casi in questo periodo il cibo può essere l'unico conforto, un potente anestetico.
Il Natale non ha proprietà magiche e non cambia -soprattutto non migliora- le persone.
O non per più di uno o pochi natali...
È quindi consigliabile cercare delle buone compagnie o una sana e corroborante solitudine.
Troppo spesso si ignorano le virtù della solitudine. Difficilmente si litiga da soli, salvo personalità multiple.
Da soli di solito non capita di insultarsi, quindi non si rimane inutilmente in attesa di scuse che -fatalmente- non arrivano, perché non arrivano manco le offese.
E non vi succederà che qualcuno rompa qualcosa di vostro -reale, fisico, o metafisico- senza dispiacersene minimamente.
Divano, film e libri. Grattate di panza. Cibo a vostra personale scelta, fatto da voi, ordinato, surgelato...
E nessuna illusione.
In alternativa si può sempre servire alla mensa dei poveri, basta che si tratti di un associazione laica e non cattolica.
Quello che devo tristemente constatare è che, sì, come avevo scritto in un racconto sul natale, prima o poi arriva un Natale decente.
Però poi, dopo un po', presto o tardi, tornano i natali di merda -se a quelli eravate abituati e se vi ostinate a non stare a debita distanza da chi ve li ha regalati in passato.
"as we post there before the purple mountains
in our stupid clothing, we pause, look
about: nothing changes, it only congeals," (C.Bukowsky)
Ah, dimenticavo -se non soffrite di gastrite- alcol! Tanto alcol!
E se no, se avete lo stomaco delicato, almeno un po' di sidro...
E fanculo le rotture di coglioni!
venerdì 29 novembre 2013
Ricetta del mese di novembre: risotto alla zucca... vegano.
Stavolta faccio una ricetta seria.
Senza contributi video.
Senza faciuezie.
Pure con le dosi -più o meno.
(eppoi vediamo se vi piace!... :-P)
Allora:
per 4 persone:
olio
uno scalogno
300 gr di zucca
300 o 350 gr di riso
circa 600 ml di acqua
un cucchiaino di brodo vegetale in polvere
curry
cannella
mezzo bicchiere scarso di vino rosso
un paio di noci di margarina.
Per prima cosa vi consiglio vivamente di non apprestarvi a nessuna preparazione, soprattutto se ci sono di mezzo bottiglie di vetro, indossando un maglione con le maniche a pipistrello.
(ma questo vale anche per le pulizie... quelle fottute maniche hanno il vizio di portarsi appresso le bottiglie, farle cadere per terra, mandarle in mille pezzi e spargerne il contenuto sul pavimento... brutte maniche, brutte! - ogni riferimento a persone o fatti realmente esistiti è puramente...)
Va be', quindi poi dovete sbucciare a tagliare a dadini la zucca.
Poi mettete a bollire l'acqua in un pentolino, col brodo vegetale in polvere e in una padella antiaderente grande con coperchio (ma inizialmente scoperchiata) la cipolla o scalogno a soffriggere.
Dopo un po', quando la cipolla s'imbiondisce, buttateci la zucca e salatela. Dopo un altro po' aggiungete il riso.
Dopo un altro pochettino aggiungete il brodo che avrà raggiunto ebollizione e coprite.
Se serve aggiungete altra acqua via via, il risotto deve risultare asciutto, a fine cottura, ma non deve mai arrivare a seccare durante la cottura. Ecco dopo una 12ina di minuti sarà a buon punto, aggiungete una buona spolverata di curry e un pochino di cannella e spargete un altro pizzico di sale.
Per ultimo 5 minuti prima della fine aggiungete la margarina e il vino.
La cottura, da quando aggiungete il brodo, dovrebbe durare una 20ina di minuti.
La zucca è uno sturbo!!! (@.@) uahhhhh...
(ho detto che avrei scritto una ricetta seria, seriamente, ma non che non avrei aggiunto nessuno commento).
Bon apetit!
Senza contributi video.
Senza faciuezie.
Pure con le dosi -più o meno.
(eppoi vediamo se vi piace!... :-P)
Allora:
per 4 persone:
olio
uno scalogno
300 gr di zucca
300 o 350 gr di riso
circa 600 ml di acqua
un cucchiaino di brodo vegetale in polvere
curry
cannella
mezzo bicchiere scarso di vino rosso
un paio di noci di margarina.
Per prima cosa vi consiglio vivamente di non apprestarvi a nessuna preparazione, soprattutto se ci sono di mezzo bottiglie di vetro, indossando un maglione con le maniche a pipistrello.
(ma questo vale anche per le pulizie... quelle fottute maniche hanno il vizio di portarsi appresso le bottiglie, farle cadere per terra, mandarle in mille pezzi e spargerne il contenuto sul pavimento... brutte maniche, brutte! - ogni riferimento a persone o fatti realmente esistiti è puramente...)
Va be', quindi poi dovete sbucciare a tagliare a dadini la zucca.
Poi mettete a bollire l'acqua in un pentolino, col brodo vegetale in polvere e in una padella antiaderente grande con coperchio (ma inizialmente scoperchiata) la cipolla o scalogno a soffriggere.
Dopo un po', quando la cipolla s'imbiondisce, buttateci la zucca e salatela. Dopo un altro po' aggiungete il riso.
Dopo un altro pochettino aggiungete il brodo che avrà raggiunto ebollizione e coprite.
Se serve aggiungete altra acqua via via, il risotto deve risultare asciutto, a fine cottura, ma non deve mai arrivare a seccare durante la cottura. Ecco dopo una 12ina di minuti sarà a buon punto, aggiungete una buona spolverata di curry e un pochino di cannella e spargete un altro pizzico di sale.
Per ultimo 5 minuti prima della fine aggiungete la margarina e il vino.
La cottura, da quando aggiungete il brodo, dovrebbe durare una 20ina di minuti.
La zucca è uno sturbo!!! (@.@) uahhhhh...
(ho detto che avrei scritto una ricetta seria, seriamente, ma non che non avrei aggiunto nessuno commento).
Bon apetit!
venerdì 22 novembre 2013
La Cerimonia ('71), La vita di Adele (2013) e La Venere Nera (2010) - un funanbolesco esperimento di analisi cinematografica tematica...
Siori e siore, mi cimento adesso in un
esperimento ardimentoso... ben tre recensioni assieme!
In realtà non sono -e non hanno la
pretesa di essere- vere e proprie recensioni, non essendo io una studiosa
di storia del cinema e non conoscendo le tecniche, inquadrature,
etc... Ma osservazioni sul
contenuto di 3 film tra i quali si può in qualche modo tracciare una sorta di fil rouge...
Ci vuole un po' d'impegno, ma si può fare.
Ci vuole un po' d'impegno, ma si può fare.
Due film di Kechiche, la Venere Nera e
La vita di Adele e La Cerimonia, di Nagisa Oshima.
La Venere Nera, basato su una storia vera, che personalmente mi ha scioccata, nel vero senso del termine. È una
storia cruda e atroce che comincia in sordina, digradando lentamente dallo squallore alla ferocia. L'esposizione della trama è circolare, dato che la prima scena, nell'aula di pseudoscienze fisiognomiche, è successiva, cronologicamente, alle scene
finali, di conseguenza con la seconda scena ricominciamo dal principio, in un lungo flash-back, col
racconto del percorso, verso la distruzione, della povera Venere
Ottentotta, Saartjie.
http://it.wikipedia.org/wiki/Saartjie_Baartman
http://it.wikipedia.org/wiki/Saartjie_Baartman
Saartjie viene sfruttata come fenomeno da
baraccone dall'uomo per il quale lavorava come domestica. Lui la
esibisce come una sorta di scimmia in un teatrino proletario in cui
le chiede di impersonare il mito della selvaggia semi-addomesticata.
In realtà Saartjie è una donna sensibile e intelligente, anche se non
sa scrivere e non parla bene l'inglese e il francese, ma soprattutto
ha il difetto di esser troppo docile, fidarsi troppo e non riuscire a
-ma probabilmente aver poche possibilità di- ribellarsi.
Sarà una continua discesa, dal
processo in cui sceglierà di difendere il padrone accusato di
disumanità, anziché cogliere l'occasione per sottrarsi alle
umiliazioni, all'ingresso nell'alta società francese, poi nei
salotti della nobiltà viziosa e infine a far la prostituta nel
bordello, dove si ammalerà e alla sua morte verrà venduta per una
discreta somma allo pseudo-scienziato che nella prima scena mostra
le peculiarità dei genitali della Venere Ottentotta -il grembiule dell'ottentotta- durante una sorta di congresso.
La storia si svolge sul finire del
'700, l'epoca dei lumi e quindi della ricerca scientifica, ma la
vicenda mette in luce la stupidità dei bianchi civilizzati -fatta
eccezione per i signori inglesi che faranno causa al padrone di
Saartjie- che si divertono nell'aver paura della selvaggia, nel
toccarla, umiliarla, vederla esibirsi per il loro divertimento e nello stesso la superficialità e l'inutilità delle misurazioni pseudoscientifiche del cranio si Saartjie, dell'angolo del suo profilo, l'altezza e le dimensioni delle natiche, etc.
Questo credo sia il ponte di
collegamento tra i tre film: si parla della natura umana e della
“civiltà”, il condizionamento della civiltà, il tradimento
degli istinti e dei sentimenti indotto dall'educazione.
Saartjie, la selvaggia, è vista come una
curiosità -sia dai popolani che dagli scienziati- perché più
vicina all'origine animale, e agli istinti che loro non provano più.
I bianchi civilizzati paiono suddividersi in moralisti e in viziosi.
Continenza da una parte, lussuria dall'altra.
Saartjie è la sana via di mezzo, non
pensa di dover contenere e reprimere gli istinti, ma non le piace
essere esibita e non vorrebbe vendere il suo corpo.
Però ha bisogno di denaro e crede a
tutti e tre i bianchi che le promettono fama, gloria e ricchezza,
arricchendosi solo loro, alle sue spalle (direi metafora del rapporto
tra l'occidente e l'africa) e spolpandola fino all'ultima goccia di
sangue.
La vita di Adele rappresenta un altro
aspetto del male sociale: il giudizio morale sull'omosessualità, l'interiorizzazione di questo giudizio e
il conflitto tra il desiderio e l'immagine di sé.
Alcuni hanno visto in Adele (ho letto
casualmente in una articolo di non ricordo chi) una sorta di eroina
della sessualità moderna, che è indefinita, bisex.
Mi sento di dire, dopo aver visto il
film, che si tratta di una stronzata bella e buona, mi si perdoni il
francesismo.
Adele non mostra mai nessun
attaccamento affettivo nei confronti dei due uomini coi quali ha rapporti sessuali
nel film, da adolescente prima di incontrare Emma, e da giovane
adulta, quando convive con Emma, ma si sente insicura
dell'attaccamento di Emma nei suoi confronti, teme di perderla e la
tradisce con un uomo: perdendola.*
Emma vorrebbe che anche Adele si
realizzasse artisticamente e provasse a scrivere seriamente, oltre
che a lavorare come maestra. È come se da una parte Adele volesse vivere in una sorta di nido,
lontano dagli sguardi ed Emma desiderasse, invece, vederla realizzata e
forse nello stesso tempo più simile a lei, più integrata nel suo
giro di frequentazioni: registi, artisti, attori...
Non so dire se il problema di Emma con
Adele sia legato all'immagine o se sia piuttosto il desiderio genuino
di vedere Adele più realizzata, più autonoma, meno dipendente e più
vera, coerente con se stessa.
Fatto sta che la rottura della
relazione rende Adele profondamente infelice e desiderosa di
riconquistare l'amata, ma ogni tentativo rimane inutile.
Forse perché il vero problema per Emma è
vivere con una compagna che non accetta la propria omosessualità e
non vuole renderla nota tra i colleghi i conoscenti e gli amici -che
in realtà pare non aver quasi.
Di nuovo il rifiuto della propria
natura, e il condizionamento sociale.
La cerimonia, un film giapponese del '71, ci
racconta la storia della famiglia nobile dei Sakurada, con la tecnica della narrazione su due piani,
quello presente e quello passato, accompagnati dall'io narrante del
protagonista Masuo, che ripercorre nel giorno del funerale del nonno,
Kazoumi, la storia della sua vita e di suo padre e della donna che il
padre amava realmente, ma non aveva potuto sposare per volontà del
nonno, che non la riteneva degna (socialmente) e che nello stesso tempo ne era per
primo attratto e non voleva lasciarla al figlio.
Kazoumi nel ruolo di patriarca padrone
condiziona le vite dei figli e dei nipoti sulla base della morale, e
dell'immagine, da una parte, e sulla base delle proprie voglie e bassi istinti, dall'altra.
C'è una scena in particolare che m'ha
colpita, mentre parla con la donna che suo figlio amava, Setsuko (di cui poi s'innamorerà anche Masuo stesso, in una narrazione al confine con la telenovela...), e che lui gli
aveva impedito di sposare, mentre Setsuko gli ricorda quello che aveva
fatto (cioè impedirle di sposare il figlio rendendo infelici entrambi) e nel contempo lo racconta a noi, lui le dice: “Non sarebbe ora di finirla
con tutta questa verità?”.
Con elegante cinismo.
Ma è proprio dove s'insabbia la verità
che iniziano i problemi, o la crudeltà e crudezza, in altri termini, e il dolore gratuito. È proprio la negazione dei sentimenti e del
corpo (con le sue reali pulsioni, vedi l'attrazione per le donne di
Adele e il contatto con le sensazioni di Saartjie che i bianchi non
capiscono e sporcano) è lì che nasce il dramma, o anche la
tragedia, nel caso della Cerimonia -che finisce col suicidio della
maggior parte dei protagonisti, e poi ditemi che non è una sorta di sport nazionale giapponese!...- e delle Venere Nera.
Per la vita di Adele bisogna aspettare
il capitolo 3 e 4 per definire se finisce in tragedia anche quello.
Bene, sono riuscita a collegare i tre
film, non era semplice, mi ritengo soddisfatta!
Buon week end a tutti!
*Nota a pié pagina (tanto per menarsela) c'è una bellissima scena che racconta quest'insicurezza di Adele. Durante un party di vernissage nella casa che divide con Emma, per il quale Adele ha preparato uno stupendo buffet, Adele vede Emma parlare con un'altra artista, incinta. Paiono intime e lei sembra impensierita, anche se non lo dà troppo a vedere. Di tanto in tanto Kechiche mette a fuoco uno schermo alle spalle di Adele sul quale viene proiettato un vecchio film muto, con una dominante blu, in cui si vede una donna affranta, probabilmente per amore, probabilmente per il timore di perdere il suo amore. Poco dopo Adele tradirà Emma.
p.s. Vorrei dare un senso a quest'operazione, ed è il seguente: penso che i film, i romanzi, le opere d'arte possano insegnarci qualcosa sulla natura umana, se cerchiamo di leggerli badando agli snodi della trama. Un film che ha l'unico scopo di scioccare e condannare i difetti e le bassezze della natura umana, in definitiva, lascia il tempo che trova, insomma: non è costruttivo. Può esser interessante, affascinante, suggestivo, ma va poco lontano.
Credo che sia importante staccarci dai pesi che ci impediscono di evolverci e per farlo dobbiamo vederli.
L'accettazione di quel che si è e della nostra parte di natura animale, da una parte, e di spiritualità e tensione alla felicità e all'amore dall'altra, penso potrebbe essere un buon punto di partenza.
O almeno provarci.
Ma non ci sono compromessi o vie di mezzo: se non si accetta la parte animale, come qualcosa di sano, come quello che ci tiene in vita e con la tenerezza che si può rivolgere a un bambino, sviluppare l'altro lato diventa impossibile.
Non c'è nessuna nobiltà nella continenza.
E non c'è nessuna raffinatezza ed elevazione nella trasgressione sessuale e nel disprezzo delle debolezze e tenerezze umane e dei sentimenti.
*Nota a pié pagina (tanto per menarsela) c'è una bellissima scena che racconta quest'insicurezza di Adele. Durante un party di vernissage nella casa che divide con Emma, per il quale Adele ha preparato uno stupendo buffet, Adele vede Emma parlare con un'altra artista, incinta. Paiono intime e lei sembra impensierita, anche se non lo dà troppo a vedere. Di tanto in tanto Kechiche mette a fuoco uno schermo alle spalle di Adele sul quale viene proiettato un vecchio film muto, con una dominante blu, in cui si vede una donna affranta, probabilmente per amore, probabilmente per il timore di perdere il suo amore. Poco dopo Adele tradirà Emma.
p.s. Vorrei dare un senso a quest'operazione, ed è il seguente: penso che i film, i romanzi, le opere d'arte possano insegnarci qualcosa sulla natura umana, se cerchiamo di leggerli badando agli snodi della trama. Un film che ha l'unico scopo di scioccare e condannare i difetti e le bassezze della natura umana, in definitiva, lascia il tempo che trova, insomma: non è costruttivo. Può esser interessante, affascinante, suggestivo, ma va poco lontano.
Credo che sia importante staccarci dai pesi che ci impediscono di evolverci e per farlo dobbiamo vederli.
L'accettazione di quel che si è e della nostra parte di natura animale, da una parte, e di spiritualità e tensione alla felicità e all'amore dall'altra, penso potrebbe essere un buon punto di partenza.
O almeno provarci.
Ma non ci sono compromessi o vie di mezzo: se non si accetta la parte animale, come qualcosa di sano, come quello che ci tiene in vita e con la tenerezza che si può rivolgere a un bambino, sviluppare l'altro lato diventa impossibile.
Non c'è nessuna nobiltà nella continenza.
E non c'è nessuna raffinatezza ed elevazione nella trasgressione sessuale e nel disprezzo delle debolezze e tenerezze umane e dei sentimenti.
lunedì 14 ottobre 2013
Ricetta del mese di Ottobre: zuppa di lenticchie marsigliese ;)
L'amo scritta la ricetta del mese di settembre?
Nooo!
Quella del mese di agosto?
Mancooo!...
L'avevo già detto che qui la situazione è autarchica?
..beh, questo sì...
Allora la ricetta del mese questa volta si adatta perfettamente alla stagione e al clima (per lo meno al nord) e c'introduce nel magico mondo delle zuppe.
Ohhhh.... (*.*) -stupore e maraviglia...-
Bah, alla fine è semplice da fare e ci vuole poco tempo.
Le quantità indovinate come sono?
A - OCCHIO... come sempre, perché pur nell'autarchia qualche tradizione ce l'abbiamo e la rispettiamo religiosamente (^___^)
(parentesi: devo dire che troverei insopportabile un blog con tutte queste faccine... se nn fosse il mio... però io sono particolarmente schifiltosa e insofferente...)
Allora ingredienti:
porro o scalogno per il soffritto, da tritare.
carote, da tagliare fine fine fine (come 'a mortaddella!...se scioje...)
contributo video:
le zucchie, tagliate a dadini.
e infine loro, le protagoniste, le lenticchie rosse!
se volete anche dei pomodorini o della passata e curry, cannella e noce moscata.
Allora: si comincia col soffritto di porri o scalogno, a cui aggiungete dopo poco le carote (fine fine fine, a rondelle) e dopo un po' le zucchine e in ultimo le lenticchie (ed eventuali pomodorini).
Nel frattempo stavate facendo bollire dell'acqua.
Unite l'acqua in ebollizione alle verdure e lenticchie e speziate con abbastanza curry, poca cannella, pochissima noce moscata. Vi consiglio anche un po' di sale, ma non troppo perché come insegna un vecchio adagio ad aggiungere si fa sempre in tempo, togliere 'un se pole!
Il tutto deve sobbollire (bollire a fuoco lento) per 10-15 minuti.
Poi assaggiate verdure e lenticchie, dovrebbero esser pronti, spegnete, lasciate raffreddare e poi passate tutto col minipimer -amico di mille avventure...
Ed è fatta.
Consiglio della chef: innaffiare con copioso sidro! ft ft ft ft ft ft.....
Bon, e ottobre è a posto...
ps perché zuppa di lenticchie rosse marsigliese? ...perché l'ho mangiata a marsiglia. ma si fa con l'olio, altrimenti vi consiglio di donare il vostro fegato alla scienza subito, senza farlo soffrire oltre.
"Allons enfants de la Patrie
Le jour de gloire est arrivé!..."
Nooo!
Quella del mese di agosto?
Mancooo!...
L'avevo già detto che qui la situazione è autarchica?
..beh, questo sì...
Allora la ricetta del mese questa volta si adatta perfettamente alla stagione e al clima (per lo meno al nord) e c'introduce nel magico mondo delle zuppe.
Ohhhh.... (*.*) -stupore e maraviglia...-
Bah, alla fine è semplice da fare e ci vuole poco tempo.
Le quantità indovinate come sono?
A - OCCHIO... come sempre, perché pur nell'autarchia qualche tradizione ce l'abbiamo e la rispettiamo religiosamente (^___^)
(parentesi: devo dire che troverei insopportabile un blog con tutte queste faccine... se nn fosse il mio... però io sono particolarmente schifiltosa e insofferente...)
Allora ingredienti:
porro o scalogno per il soffritto, da tritare.
carote, da tagliare fine fine fine (come 'a mortaddella!...se scioje...)
contributo video:
le zucchie, tagliate a dadini.
e infine loro, le protagoniste, le lenticchie rosse!
se volete anche dei pomodorini o della passata e curry, cannella e noce moscata.
Allora: si comincia col soffritto di porri o scalogno, a cui aggiungete dopo poco le carote (fine fine fine, a rondelle) e dopo un po' le zucchine e in ultimo le lenticchie (ed eventuali pomodorini).
Nel frattempo stavate facendo bollire dell'acqua.
Unite l'acqua in ebollizione alle verdure e lenticchie e speziate con abbastanza curry, poca cannella, pochissima noce moscata. Vi consiglio anche un po' di sale, ma non troppo perché come insegna un vecchio adagio ad aggiungere si fa sempre in tempo, togliere 'un se pole!
Il tutto deve sobbollire (bollire a fuoco lento) per 10-15 minuti.
Poi assaggiate verdure e lenticchie, dovrebbero esser pronti, spegnete, lasciate raffreddare e poi passate tutto col minipimer -amico di mille avventure...
Ed è fatta.
Consiglio della chef: innaffiare con copioso sidro! ft ft ft ft ft ft.....
Bon, e ottobre è a posto...
ps perché zuppa di lenticchie rosse marsigliese? ...perché l'ho mangiata a marsiglia. ma si fa con l'olio, altrimenti vi consiglio di donare il vostro fegato alla scienza subito, senza farlo soffrire oltre.
"Allons enfants de la Patrie
Le jour de gloire est arrivé!..."
giovedì 5 settembre 2013
I hate the Day.
I hate the Day,
it anguish me.
The Day was
made to do
without
thinking or asking,
it was made to
work.
And all I
really need is dream,
thinking and
dancing without words.
The night is
that time when you can planning
conquests,
triumphs, discoveries...
and then
peacefully go to sleep.
Everything is
possible, in its unreality,
during the nigth.
Nothing is
possible when the day comes through
breaking our
dreams.
Our stupid
dreams.
venerdì 30 agosto 2013
mercoledì 31 luglio 2013
Col culo per terra.
L'orgoglio è la rovina delle relazioni umane.
Dove c'è orgoglio non può esserci né affetto né nient'altro di buono, perché dietro l'orgoglio, credo, c'è la paura, di piegarsi, di esser piegati e schiacciati.
Di fondo è tutto qui. Ci sono due persone che si divertono a scherzare assieme, poi interviene l'orgoglio e il gioco finisce.
Succede per mille motivi diversi, comincia una delle due, va avanti l'altro, ferisce l'uno, si vendica l'altra.
Ma la sostanza è che si smette di giocare allegramente.
E allora non ci sono battaglie che abbiano un senso o una giustificazione, guerre vinte o perse, c'è solo: questo mare di cocci rotti, che non servono a niente.
È come quando due stupidi giocano al tiro alla fune e la corda si spezza, e finiscono tutti e due col culo per terra.
Basta mollarla la corda, e se deve cadere cade l'altro. Poi se la si mollasse entrambi, sarebbe meglio ancora.
Lasciare andare, mollare quando il gioco non è più divertente.
La prossima volta.
(e poi perdonarsi da sé, ché da lì nasce il vero perdono.
io mi perdono, fallo anche tu. -perdonare, però, non significa negare-
e non condanniamoci.
si sbaglia, è la vita.
basta non prenderci troppo gusto e farne anche qualcuna giusta, quando si può.)
Dove c'è orgoglio non può esserci né affetto né nient'altro di buono, perché dietro l'orgoglio, credo, c'è la paura, di piegarsi, di esser piegati e schiacciati.
Di fondo è tutto qui. Ci sono due persone che si divertono a scherzare assieme, poi interviene l'orgoglio e il gioco finisce.
Succede per mille motivi diversi, comincia una delle due, va avanti l'altro, ferisce l'uno, si vendica l'altra.
Ma la sostanza è che si smette di giocare allegramente.
E allora non ci sono battaglie che abbiano un senso o una giustificazione, guerre vinte o perse, c'è solo: questo mare di cocci rotti, che non servono a niente.
È come quando due stupidi giocano al tiro alla fune e la corda si spezza, e finiscono tutti e due col culo per terra.
Basta mollarla la corda, e se deve cadere cade l'altro. Poi se la si mollasse entrambi, sarebbe meglio ancora.
Lasciare andare, mollare quando il gioco non è più divertente.
La prossima volta.
(e poi perdonarsi da sé, ché da lì nasce il vero perdono.
io mi perdono, fallo anche tu. -perdonare, però, non significa negare-
e non condanniamoci.
si sbaglia, è la vita.
basta non prenderci troppo gusto e farne anche qualcuna giusta, quando si può.)
mercoledì 24 luglio 2013
Pisapia e la nuova Milano per i giovani...
Correndo
in bici per beccare l'inizio del film ho a mala pena notato che ci fossero meno musici e saltimbanchi in C.so Vittorio Emanuele.
Al ritorno passeggiando con più calma ho incrociato l'inizio dello spettacolino di un'artista di strada. La gente si stava radunando attorno ad una ragazza slava, che aveva messo su della musica balcanica, molto carina, proponeva uno spettacolo di clownerie, giocoleria, c'erano anche quelle funi che si fan roteare coi tizzoni accesi alle estremità... probabilmente era brava, ma nessuno ha potuto ammirarla.
Perché sono arrivati i vigili, i vigili della nuova milano di Pisapia, una Milano per i "ggiovani", una Milano viva e vivace, non quella Milano dove non si vive e non ci si diverte senza i dané... e le hanno parlato. Si è tolta il berretto rosso da monello che le raccoglieva i capelli, incredula, ha raccolto il cappello che aveva messo in terra per le offerte del pubblico.
Lo spettacolino è morto sul nascere, mi son spiegata allora come mai la via non fosse piena di musicisti, cantanti e pseudo-cantanti, come le altre volte.
Piano piano gli astanti si sono dispersi, un uomo ha deciso di darle comunque una moneta e lei ha raccolto le sue cose.
I vigili per fortuna, m'è sembrato non le facessero la multa, non le han chiesto documenti, sfatando la fama della categoria (che li vorrebbe un po' stronzi...) ed eran calmi, quasi costernati.
Ho ripensato a quello che avevo visto qualche giorno prima durante la notte bianca: quel duo vomitevole col chitarrista sfrang-sfrang e il cantante della domenica, sempre sul baratro della stecca, che cantava "o sole mio" oppue "oi vita, oi vita mia", non ricordo, coinvolgendo il pubblico, in un locale ai piedi di uno di quei mostri di cemento che hanno costruito all'isola.
A quelli nessuno ha chiesto di tornarsene a casa.
E ho ripensato anche, per l'ennesima volta, che per far eleggere questo sindaco, partecipando alla campagna elettorale, perché mi ero illusa, come una stupida: ho cantato pure io, una sera, senza compenso, senza contributi e senza siae pagati.
Non aggiungo altro.
Al ritorno passeggiando con più calma ho incrociato l'inizio dello spettacolino di un'artista di strada. La gente si stava radunando attorno ad una ragazza slava, che aveva messo su della musica balcanica, molto carina, proponeva uno spettacolo di clownerie, giocoleria, c'erano anche quelle funi che si fan roteare coi tizzoni accesi alle estremità... probabilmente era brava, ma nessuno ha potuto ammirarla.
Perché sono arrivati i vigili, i vigili della nuova milano di Pisapia, una Milano per i "ggiovani", una Milano viva e vivace, non quella Milano dove non si vive e non ci si diverte senza i dané... e le hanno parlato. Si è tolta il berretto rosso da monello che le raccoglieva i capelli, incredula, ha raccolto il cappello che aveva messo in terra per le offerte del pubblico.
Lo spettacolino è morto sul nascere, mi son spiegata allora come mai la via non fosse piena di musicisti, cantanti e pseudo-cantanti, come le altre volte.
Piano piano gli astanti si sono dispersi, un uomo ha deciso di darle comunque una moneta e lei ha raccolto le sue cose.
I vigili per fortuna, m'è sembrato non le facessero la multa, non le han chiesto documenti, sfatando la fama della categoria (che li vorrebbe un po' stronzi...) ed eran calmi, quasi costernati.
Ho ripensato a quello che avevo visto qualche giorno prima durante la notte bianca: quel duo vomitevole col chitarrista sfrang-sfrang e il cantante della domenica, sempre sul baratro della stecca, che cantava "o sole mio" oppue "oi vita, oi vita mia", non ricordo, coinvolgendo il pubblico, in un locale ai piedi di uno di quei mostri di cemento che hanno costruito all'isola.
A quelli nessuno ha chiesto di tornarsene a casa.
E ho ripensato anche, per l'ennesima volta, che per far eleggere questo sindaco, partecipando alla campagna elettorale, perché mi ero illusa, come una stupida: ho cantato pure io, una sera, senza compenso, senza contributi e senza siae pagati.
Non aggiungo altro.
martedì 9 luglio 2013
Ricetta di Luglio: il tiramisù vegano!
oramai ho smesso di chiedermi a che punto siamo con le ricette, c'è quella del mese in corso? sto raddoppiando l'appuntamento volante? sono mesi che nn c'è nessuna ricetta?...
è diventata una rubrica anarchica...
la vita è anarchica... e io mi adeguo! (^_^)
allora... è molto più semplice della preparazione del tiramisù classico.
nn c'è da sbattare uova, non ci sono grassi saturi, c'è solo da tirare fuori il cash!
perché l'ingediente base è un preparato di soya che costa 3,45€ x 180 miseri grammi!
e con quella quantità ci si fanno sue porzioni piccole. poi se fate sperimentazioni ardite -come qualcuno che conosco- e poi accidentalmente fate finire per terra il frutto di queste sperimentazioni ne rimane una sola di porzione: piccola!
per produrre una quantità di tiramisù ragionevole prevedo una spesa di circa 20€ -che a quel punto converrebbe comprarlo già fatto, ma il tiramisù vegano non costa meno di 30 euro al chilo, quindi...
intolleranze: che spasso!!!
comunque, è anche una questione di colesterolo, che fossi in voi ci farei caso, nn sarete ggiovani per sempre... (e sai: infarti, ischemie, ictus...)
-quando avete finito di toccarvi per gli scongiuri del caso proseguo... (loche, ti tocchi? ti tocchi loche?...)
...ok-
per cui si prende questo qui: http://www.saporinews.com/2013/03/evviva-la-creativita-con-sojade-soia-fantasia/
lo si mischia con un po' fruttosio.
si fa il caffé e lo si dolcifica col fruttosio.
si inzuppano i biscotti (di quelli senza uova, latte e zucchero, per restare nel vegan -poi magari li prendete senza glutine, quelli di miglio, per esempio...)
e poi si fanno gli strati.
in cima ci mettete il cacao.
questo è il risultato.
a vederla ci somiglia.
ok, magari non in questa foto di pessima qualità...
ad ogni modo, il sapore non è malvagio, somiglia abbastanza al tiramisù vero, solo molto più leggero e senza lattosio!
(e senza uova!)
rimane lo scoglio del costo... è un piacere solitario (o bi-porzione al massimo)...
beh, in fondo: siamo tutti un po' soli... soprattutto se c'hai l'intolleranza al lattosio... e magari un po' anche al glutine...
...vi dirò, tutta una porzione nausea quasi come una porzione vera di tiramisù... lo considero un successo! ;)
ps. consiglio: siate parchi col fruttosio...
pps. sì... è l'eccesso di dolce che nausea...
è diventata una rubrica anarchica...
la vita è anarchica... e io mi adeguo! (^_^)
allora... è molto più semplice della preparazione del tiramisù classico.
nn c'è da sbattare uova, non ci sono grassi saturi, c'è solo da tirare fuori il cash!
perché l'ingediente base è un preparato di soya che costa 3,45€ x 180 miseri grammi!
e con quella quantità ci si fanno sue porzioni piccole. poi se fate sperimentazioni ardite -come qualcuno che conosco- e poi accidentalmente fate finire per terra il frutto di queste sperimentazioni ne rimane una sola di porzione: piccola!
per produrre una quantità di tiramisù ragionevole prevedo una spesa di circa 20€ -che a quel punto converrebbe comprarlo già fatto, ma il tiramisù vegano non costa meno di 30 euro al chilo, quindi...
intolleranze: che spasso!!!
comunque, è anche una questione di colesterolo, che fossi in voi ci farei caso, nn sarete ggiovani per sempre... (e sai: infarti, ischemie, ictus...)
-quando avete finito di toccarvi per gli scongiuri del caso proseguo... (loche, ti tocchi? ti tocchi loche?...)
...ok-
per cui si prende questo qui: http://www.saporinews.com/2013/03/evviva-la-creativita-con-sojade-soia-fantasia/
lo si mischia con un po' fruttosio.
si fa il caffé e lo si dolcifica col fruttosio.
si inzuppano i biscotti (di quelli senza uova, latte e zucchero, per restare nel vegan -poi magari li prendete senza glutine, quelli di miglio, per esempio...)
e poi si fanno gli strati.
in cima ci mettete il cacao.
questo è il risultato.
a vederla ci somiglia.
ok, magari non in questa foto di pessima qualità...
ad ogni modo, il sapore non è malvagio, somiglia abbastanza al tiramisù vero, solo molto più leggero e senza lattosio!
(e senza uova!)
rimane lo scoglio del costo... è un piacere solitario (o bi-porzione al massimo)...
beh, in fondo: siamo tutti un po' soli... soprattutto se c'hai l'intolleranza al lattosio... e magari un po' anche al glutine...
...vi dirò, tutta una porzione nausea quasi come una porzione vera di tiramisù... lo considero un successo! ;)
ps. consiglio: siate parchi col fruttosio...
pps. sì... è l'eccesso di dolce che nausea...
martedì 25 giugno 2013
MAH, SAI... ALLA FINE TUTTO È RELATIVO...
E rieccoci con una nuova emozionante rubrica!
E ci abbiamo già due puntate di questa rubrica, s'intitola:
"OH, COM'È TUTTO COSì TANTO TREMENDAMENTE E INCREDIBILMENTE RELATIVO"
PRIMA PUNTATA:
La Mariastella Gelmini:
"La giustizia del "te la faremo pagare", a sentenza senza uno straccio di prova, nonostante la prova generale per una società del "grande fratello" (e del molto denaro pubblico speso inutilmente in intercettazioni) ha trovato finalmente la sua rappresentazione finale. Certa magistratura - a Milano, nel silenzio generale - non amministra la giustizia, bensì l'etica, nonostante le smentite di decine di testimoni e l'assenza di una prova: come accade in ogni teocrazia che si rispetti . Questa sentenza porta dunque un'altra pietra al monumento della magistratura come contro potere giudicante di chi sia titolato o meno a governare il nostro Paese. Berlusconi è, nonostante tutto, più forte di prima. Cresce il numero delle persone che gli sono vicine anche per questa dolorosa persecuzione cha va avanti da venti anni. Il Presidente Berlusconi deve sapere che tanti lo stimano sia come persona che come leader"
affascinante quanto tutto sia relativo e ognuno tiri acqua al proprio mulino: "soldi pubblici sprecati per le intercettazioni"...
umh, sì, mi tocca citare quelli del m5s: punti di vista!...
eh, sì, certo: cresce il potere, il potere delle tenebre, il potere dei morti deambulanti...
"OH, COM'È TUTTO COSì TANTO TREMENDAMENTE, INCREDIBILMENTE E LISERGICAMENTE RELATIVO":
SECONDA PUNTATA, CUORE DI EREDI AZIONISTI MAGGIORITARI:
Marina Berlusconi:
"Mio padre non poteva non essere condannato - scrive Marina Berlusconi -. Ma se possibile il Tribunale è andato ancora più in là, superando le richieste dell'accusa e additando come spergiuri tutti i testi in contrasto con il suo teorema. Non ha alcuna importanza che dopo anni incredibilmente passati a spiare dal buco della serratura non siano riusciti a trovare nulla, perché nulla c'era da trovare. Nessun reato, nessun testimone, nessuna prova, nessun movente, nessuna vittima. Non ha alcuna importanza tutto ciò, perché questo processo è stato concepito per essere celebrato sulle pagine dei giornali e nei talk show, per sfregiare l'uomo individuato come il nemico politico da demolire e non per stabilire la verità dei fatti. E per raggiungere il loro obiettivo - aggiunge - hanno dovuto anche inventarsi un imputato che non esiste: è forse la cosa più inaccettabile il veder descrivere mio padre nel modo più lontano da quello che lui è per davvero, un modo diametralmente opposto". "Non chiamiamola sentenza. Non chiamiamolo processo. Soprattutto, non chiamiamola giustizia. Tutto il castello crollerà, è certo, la verità verrà ristabilita, ma questo non basta in alcun modo a mitigare l'amarezza e lo sdegno".
Pier Silvio Berlusconi:
"In tutti questi anni, non ho mai commentato le tante ingiustizie subite da mio padre. Non è mio costume esprimere pubblicamente i miei sentimenti o dare interpretazioni politiche dell'operato della magistratura. Ma questa volta non posso tacere. È una condanna assurda. Non pretendo che tutti conoscano mio padre dal lato umano come lo conosco io - spiega Pier Silvio Berlusconi. Ma posso assicurare che questa condanna è assurda: quello di cui l'accusano, e lo dico con tanta rabbia e con le lacrime agli occhi, è quanto di più lontano e contrario dall'uomo che è"
nota: sentimenti sta per indici azionari in discesa...
E ci abbiamo già due puntate di questa rubrica, s'intitola:
"OH, COM'È TUTTO COSì TANTO TREMENDAMENTE E INCREDIBILMENTE RELATIVO"
PRIMA PUNTATA:
La Mariastella Gelmini:
"La giustizia del "te la faremo pagare", a sentenza senza uno straccio di prova, nonostante la prova generale per una società del "grande fratello" (e del molto denaro pubblico speso inutilmente in intercettazioni) ha trovato finalmente la sua rappresentazione finale. Certa magistratura - a Milano, nel silenzio generale - non amministra la giustizia, bensì l'etica, nonostante le smentite di decine di testimoni e l'assenza di una prova: come accade in ogni teocrazia che si rispetti . Questa sentenza porta dunque un'altra pietra al monumento della magistratura come contro potere giudicante di chi sia titolato o meno a governare il nostro Paese. Berlusconi è, nonostante tutto, più forte di prima. Cresce il numero delle persone che gli sono vicine anche per questa dolorosa persecuzione cha va avanti da venti anni. Il Presidente Berlusconi deve sapere che tanti lo stimano sia come persona che come leader"
affascinante quanto tutto sia relativo e ognuno tiri acqua al proprio mulino: "soldi pubblici sprecati per le intercettazioni"...
umh, sì, mi tocca citare quelli del m5s: punti di vista!...
eh, sì, certo: cresce il potere, il potere delle tenebre, il potere dei morti deambulanti...
"OH, COM'È TUTTO COSì TANTO TREMENDAMENTE, INCREDIBILMENTE E LISERGICAMENTE RELATIVO":
SECONDA PUNTATA, CUORE DI EREDI AZIONISTI MAGGIORITARI:
Marina Berlusconi:
"Mio padre non poteva non essere condannato - scrive Marina Berlusconi -. Ma se possibile il Tribunale è andato ancora più in là, superando le richieste dell'accusa e additando come spergiuri tutti i testi in contrasto con il suo teorema. Non ha alcuna importanza che dopo anni incredibilmente passati a spiare dal buco della serratura non siano riusciti a trovare nulla, perché nulla c'era da trovare. Nessun reato, nessun testimone, nessuna prova, nessun movente, nessuna vittima. Non ha alcuna importanza tutto ciò, perché questo processo è stato concepito per essere celebrato sulle pagine dei giornali e nei talk show, per sfregiare l'uomo individuato come il nemico politico da demolire e non per stabilire la verità dei fatti. E per raggiungere il loro obiettivo - aggiunge - hanno dovuto anche inventarsi un imputato che non esiste: è forse la cosa più inaccettabile il veder descrivere mio padre nel modo più lontano da quello che lui è per davvero, un modo diametralmente opposto". "Non chiamiamola sentenza. Non chiamiamolo processo. Soprattutto, non chiamiamola giustizia. Tutto il castello crollerà, è certo, la verità verrà ristabilita, ma questo non basta in alcun modo a mitigare l'amarezza e lo sdegno".
Pier Silvio Berlusconi:
"In tutti questi anni, non ho mai commentato le tante ingiustizie subite da mio padre. Non è mio costume esprimere pubblicamente i miei sentimenti o dare interpretazioni politiche dell'operato della magistratura. Ma questa volta non posso tacere. È una condanna assurda. Non pretendo che tutti conoscano mio padre dal lato umano come lo conosco io - spiega Pier Silvio Berlusconi. Ma posso assicurare che questa condanna è assurda: quello di cui l'accusano, e lo dico con tanta rabbia e con le lacrime agli occhi, è quanto di più lontano e contrario dall'uomo che è"
nota: sentimenti sta per indici azionari in discesa...
giovedì 20 giugno 2013
Vademecum di un seduttore.
Appunti per il monologo di un
seduttore.
Sedurre... è più che un'arte: è una
droga.
Sedurre ti porta via un sacco di tempo
ed energie, ma ti fa sentire vivo, teso come una corda di violino,
sempre in attesa di qualcosa, perché qualcosa sta per succedere,
sempre, l'hai provocato e non mancherà d'arrivare, prima o poi, da
una parte o dall'atra.
Sedurre dà alla testa, come il potere,
perché è un potere! C'è qualcosa di speciale nell'attenzione che
le persone che hai agganciato, sessualmente (e sentimentalmente), ti
rivolgono. Dopo un po' capisci che puoi portarli anche a perdere le
ore di sonno, con un sì o con un forse. O con una “dimenticanza”...
E non crediate che sia talento da poco!
C'è da dosare, da dosarsi.
All'inizio
stai sulle tue e osservi, hai già scelto la preda, ma non vuoi che
lo sappia. E poi la butti lì, qualche piccolo apprezzamento, qualche
giocosa provocazione, scherzi, battute -se siete bravi, altrimenti
lasciate perdere, una cosa che un seduttore non può mai permettersi sono
le cadute di stile, se l'ironia non vi riesce puntate sul travaglio
interiore, se poi siete in grado di padroneggiare entrambi, beh...
approfittatene!
E l'alternanza: l'alternanza è
fondamentale! Offrirsi e negarsi, regalare momenti di estasi e:
dubbi, ansie, istanti di cupa disperazione!
La gemma preziosa che siete (che dovete
sempre sottolineare d'essere) non può concedersi così facilmente,
perché delicata e suscettibile: basta sbagliare un nonnulla per
perdere ogni privilegio -questo dev'esser ben chiaro fin dal
principio!
(confidenziale) È lì che si cela lo scettro del comando, che voi dovete
tenere ben saldo, per sedurre.
Non funziona sempre, a volte fallisce:
miseramente... Ah! Non son tutti così stupidi... e lì sta a voi: capire fino a che
punto potete tirare la corda!
Lì si distingue il talento del
seduttore nato, dal dilettante, il seduttore della domenica...
Con le donne è semplice, sono lì
pronte, desiderose, vogliose d'illusioni.
E sono così generose all'inizio.
Ma, chi pria chi poscia, iniziano ad
avanzare una serie di richieste, una dietro l'altra, pare quasi
vogliano ammaestrarvi! -che sfacciate!-
A quel punto non dovete esitare o
mostrare alcuna pietà: a quel punto potete cominciare a prenderle
solennemente e doverosamente: per il culo!
Le accontentate, dite loro quel che
voglion sentirsi dire e poi fate come vi pare.
Onestamente non posso negare di trovare
la faccenda più serena ed eccitante, allo stesso tempo, con gli
uomini. Si parla apertamente, alla pari, si parla lo stesso
linguaggio! E ci s'intende subito, senza doverci girare attorno
(senza falsi pudori) per chissà quanto. Alle volte è davvero una
cosa istantanea, dio santo: questa è vita! Altro che tutte quelle
manfrine sui sentimenti: cosa vuoi che me ne freghi dei tuoi
sentimenti, cretinetta?
Dammi quello che hai di buono da dare,
se veramente c'è qualcosa, e poi forse un giorno... se sai star buona
e aspettare... aspettare...
E quelle aspettano, aspettano, finché
sei bravo a tirare la corda, il giusto, senza che si spezzi.
Anatomia della crudeltà:
È importante riempire la testa delle
vostre vittime di pensieri che vi riguardino. Ricordi idilliaci e
confessioni sofferte ed esclusive, sulla vostra triste infanzia,
sulla vostra adolescenza travagliata... alla fin fine è anche un
buon affare, voi vi sfogate -a meno che non siate tanto creativi, e
bravi attori, da inventare- e loro s'avvincono. È un ottimo affare
per entrambi: grande intrattenimento e una certa dose di relax... è
come una specie di... preliminare.
Se avete amanti poco più che
adolescenti parlate loro della vostra adolescenza, se avete amanti
più grandi di voi, parlate dei vostri traumi infantili, con dei
rapidi e pudichi cenni...
I racconti generano altri racconti,
dalle vostre derelitte crocerossine, che si affanneranno a spiegarvi
quanto vi capiscano e come dobbiate farvi forza.
Questi racconti sono altro potere:
quando ci si apre con qualcuno ci si sente vulnerabili e legati a chi
vi ascolta.
Legatele a voi, come potete, con ogni
mezzo, non devono potervi sfuggire tanto facilmente, la prosecuzione
o la fine della seduzione deve stare a voi!
Finisce quando voi decidete che
finisce!
Ricordi: la prima volta che il
seduttore fu sedotto.
Ognuno di voi,
seduttori esperti o principianti, è stato sedotto a sua volta da
qualcuno.
Di solito si
tratta di qualcuno di insospettabile, qualcuno di cui avevate
fiducia, che v'ha lasciato l'amaro in bocca. Ed è lì che avete
capito quanto potere potesse darvi la seduzione. E che è sempre
meglio esercitarla, anziché subirla: tenere il controllo della
situazione.
A tale scopo...
non ci sono armi che non siano lecite e a volte anche mostrare la
vostra debolezza può diventare la più efficace delle vostre armi.
Così ho
raccontato a quella ragazzina, poco più che diciottenne la mia prima
esperienza sessuale. Con una coppia.
Avevo 15 anni e
tornavo a casa a piedi, nel cuore della notte, quando ho incrociato
questi due, in macchina, marito e moglie.
Mi hanno offerto
un passaggio, ma poi si sono messi a chiacchierare e mi hanno portato
a casa loro, con la scusa di offrirmi da bere, un liquore che dovevo
assolutamente assaggiare...
Lì lui mi ha
chiesto, quasi ordinato: ti va di scoparti mia moglie? Dì la verità!
Guarda che non sono scemo, l'ho visto come la guardavi in macchina...
Io, non so, sì,
l'avrò guardata, era bella, per la sua età, non so esattamente,
avrà avuto 35 anni, forse di più... però...
Lo abbiamo fatto,
lui guardava, lei mi sembrava che piangesse a tratti, io... io non mi
ricordo. Quello squallore aveva uno strano fascino. Guarda un po' che
cosa ti può capitare una notte qualunque camminando verso casa...!
Non è mai capitato a nessuno dei miei amici una cosa così.
Ma a 17 anni avevo
una fidanzata, la prima, Valeria. Avevo la casa libera, per una
settimana. Ne avevamo approfittato per fare festa e per fare l'amore,
assieme, quando gli altri andavano via, in ogni momento.
Poi sono uscito, a
farmi una canna con degli amici.
Sono tornato e
l'ho trovata che continuava, c'aveva preso gusto ed era andata avanti
a scopare, anche senza di me... quando si è giovani si è così:
curiosi! Voleva vedere com'era con un altro...
Ho riso, quando li
ho visti, non ho fatto più che questo.
E poi non ho
mangiato.
Per una settimana.
Poi tutto è
ripreso come prima.
Però forse...
Però forse un
giorno arriverà una donna perfetta, una ninfetta amorevole,
arrendevole... Una che resisterà a tutti i miei giochi -quelle piccole
amorevoli sevizie...
Una
che mi farà scoprire che da qualche parte ho una coscienza,
anch'io... (ride)
Ed è forse
possibile che mi voglia?
Cos'ho da
offrirle?
No, non la voglio,
no! So che non verrà!
O forse sì...?
La donna è
mobile, qual piuma al vento, muta d'accento e di pensier...
E di pensier.
E
di
pensier.
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