sabato 22 febbraio 2020

Quasi tutti danno per scontato quello che hanno...

Pranzo nella pizzeria del paesello in cui insegno. Mi metto fuori per godermi il sole e a intervalli regolari mi becco: gente che fuma, gente che fa telefonate incazzate, e gente che fuma facendo telefonate incazzate.
Uno in particolare, quello che fuma, fa discorsi da invischiato coi mafiosetti di zona, chiede a uno il pin della sua carta... :O e poi però dice "ci ho provato" e tipo sembra che chieda tempo... O qualcosa del genere, al che non capisco se è.debitore o se è.uno scagnozzo e sta facendo le prove al telefono col boss... Boh?
Cose belle cmq...
Poi esce una buzzica ingrugnata, con lo sguardo torvo, per fumare in compagnia della figlioletta bellissima, che manco chiama per nome, a meno che non l'abbia battezzata col nome: Gioia. Il che mi pare delirante. La sgrida ogni 5 minuti e la minaccia di riportarla a casa per punizione molto prima che finisca la festa dell'amichetto Mattia. Poi rientra e riesce con altre amiche ciospe come lei e dice ad un cognato (o qualcosa del genere) "non dirlo ad alta voce, se no quella torna" riferendosi alla bimba che gioca con altri bambini (l'ha appena richiamata Gioia, mi sa che l'ha chiamata proprio cosi, 'sta criminale!!!)... E niente, cmq... La gente non si pone mai il problema di meritarsi quello che ha. Sei orrenda e hai una bimba bellissima, ma minchia, ma trattala come si deve, no?
No.
Quasi tutti danno per scontato quello che hanno...

sabato 5 ottobre 2019

La libertà è armonia ed equilibrio, non compulsione e/o repressione.

Corpo, mente e anima sono un'unità. Per questo non possono essere separati. Diabolus (diavolo) deriva dalla parole dividere.

giovedì 14 marzo 2019

solo il cuore


La ruota di pavone
serve a coprire il
senso di vuoto nel cuore.

Le notti insonni
sono quelle passate
a cercarne il battito.

Il mondo che non cambia
è quello senza amore
e senza prospettive.

Le parole sono del tutto inutili,
se rimangono come scatole vuote,
giocattoli vecchi
o fuori tempo massimo;
regali che vorrebbero compensare
continue disillusioni
ed eterne assenze.

Regali fatti senza il cuore -
ché solo il cuore è il vero dono:
inestinguibile e libero,
onesto e coraggioso,
aperto e leale.

domenica 28 ottobre 2018

Ricetta dell'ogni tanto... Torta ayurvedica di mele e uvetta!

Le tradizioni sono dure a morire pure quando sei sregolata, incasinata, incostante...

ed eccoci qua!

Ecco la ricetta dell'ogni tanto di oggi!

Perché ho ardito definirla torta ayurvedica? In effetti è un po' esagerato, ma diciamo che ho rispettato il principio di non mescolare le fonti proteiche e in più ci ho messo un po' di spezie.

How to do it:

piglia du ovi, enucleane i rossi e mescolali con fruttosio, olio di oliva (o se preferisci di sesamo, così è più ayurvedica, oppure oppure di cocco!)
le dosi sono rigorosamente a occhio!
poi ci aggiungi del latte di riso (ma va bene anche il latte di avena, basta che non sia di soia o di mucca o altri animaletti... sennò è un'altra fonte proteica, e c'è già l'ovo)
poi aggiungi la farina.
l'impasto deve rimanere denso, ma non troppo. non deve essere una broda, ma nemmeno troppo sodo, perché sennò viene fuori il pane.
sull'uovo puoi subito mettere un po' di noce moscata per togliere l'odore tipico.
poi si può aggingere curcuma in polvere e un po' di pepe nero e zenzero in polvere
quando l'impasto è sufficiente potete aggiungere le uvette.
poi una mela tagliata a pezzettini piccoli... e 3-4 pizzichini di bicarbonato come polvere lievitante.
e infine il bianco dell'ovo che spero non abbiate buttato, eh?
il bianco va montato a neve e aggiunto delicatamente all'impasto.

dopo di che potete porre tutto nella terrina oliata (non imburrata, al limite immargarinata, ok? sennò e n'antra fonte proteica! e ne abbiamo messa solo una: l'OVO!)

ok.

spero abbiate preriscaldato il forno (è sempre buona norma... insomma... nn sarà mica la prima torta che fate, no? ché, tutto ve devo dì?...)

bene, torta dentro, a cuocere per circa 20-25 min a 200°

ha lievitato anche, eh?

vi metterei le foto, ma non le ho fatte nel processo di lavorazione e ho già assaggiato la torta...
oh!? booooonaaaaa!!!!

e digeribile ;)

let's try it!

venerdì 27 luglio 2018

Naked Souls.

In the garden of peace
there is no space for sighs or tears,

In the garden of bliss
there is no time for whispering or stolen kisses,

In the garden of love
there is no time or space
for lies and betrayals.

In these gardens
only true and naked souls are allowed.

That's how it is mine.
That's how I expect it to be yours,

When you'll come.

One day.

mercoledì 4 luglio 2018

Gli amori si vivono...

Gli amori si vivono...
Quando ci sono le condizioni e l'impegno reciproco per farlo.
E anche quando queste ci sono... Può capitare di discutere, perché siamo tutti diversi e pare che sia uno dei modi migliori per confrontarsi, comunicare, capirsi... E CRESCERE -posto che lo si faccia con onestà.
Quando le cose sono difficili si può discutere di più (se ci si tiene)... Perché le alternative sono: mandarsi a quel paese o farsi la guerra.
La guerra e i bracci di ferro con l'amore non c'entrano nulla.
Creano separazione.
Nelle relazioni si vince in due o si perde in due e mettersi a far la guerra (pensando che sia importante stabilire chi comanda) è il modo migliore per perdere.
Chi coltiva la guerra e la sopraffazione troverà l'odio, chi vi preferisce il dialogo e il rispetto troverà la vicinanza, prima o poi.

La faida non è una novità, i due pesi e due misure, non sono novità, la prepotenza e l'egoismo non sono novità e nemmeno l'orgoglio è una novità.



martedì 3 luglio 2018

I manipolatori



Un discorso breve sui manipolatori: sono persone che cercano di usare gli altri per ottenere quello di cui hanno bisogno. Usano mezzi psicologici, come il fare qualcosa per te per venire a riscuotere un “credito” ben più alto di quello che hanno offerto loro, se non lo fai cercano di farti sentire in colpa e costantemente fanno ricorso a critiche e lusinghe, zuccherini e bocconcini di fiele...
Perché lo fanno?
Perché stanno male e perché non sono consapevoli: non sono consapevoli del fatto che possono fare da soli molte cose buone per se stessi e per gli altri e non sono consapevoli di quanto sia ingiusto e quanto faccia male a loro stessi manipolare gli altri. 
E non si rendono conto di usare le persone.
Vivono di un'immagine illusoria di se stessi e sfuggono alla profondità e alla verità più profonda del sentire, di quello che cioè li porta a manipolare gli altri: sentono di non valere niente, di non essere capaci di far nulla, di esser buoni solo a abbindolare gli altri.
E non è vero.
Tutto questo circo gli serve per non affrontare e superare i propri limiti, traumi, ferite.
Stargli accanto non serve a guarire le loro ferite.
Abbandonarli non serve a spingerli a prendersi cura di se stessi.
In pratica non c'è modo di aiutarli.
Hanno sempre fatto così, faranno sempre così.

È su questo che bisogna mettere i piedi per terra: l'amore non guarisce un manipolatore. L'amore non arriva manco a sfiorarlo. Per quanto lo desideri ardentemente, struggentemente, la sua incapacità di amare se stesso, gli preclude qualsiasi forma di vero amore.

Il manipolatore non ha speranza di crescere per sua stessa scelta. Lui cercherà sempre di ottenere quello che vuole manipolando gli altri così come un neonato piange disperatamente per ottenere: attenzione, cibo e pulizia del patello.

Ma anche chi perde tempo coi manipolatori blocca il proprio percorso di crescita.

È un peccato... ma è così.

Tentare di convincere un manipolatore, per vie traverse, a smettere di manipolare... è ridicolo e sarà il caso che smetta di farlo.


sabato 5 maggio 2018

Rendersi affidabili.

Capita, prima o poi, di imbattersi in persone inaffidabili – a meno che le persone inaffidabili non siate voi stessi — e di non capire perché fanno così: danno la loro parola sapendo di non essere sicuri di poterla mantenere o anche sapendo che non la manterranno. Piano piano i rapporti con queste persone si deteriorano e più si deteriorano e meno si rendono affidabili.
Lo fanno per un solo motivo: perché loro per primi non si fidano.
Anni fa avevo un'amica che tradiva sistematicamente tutti i suoi fidanzati e quando le chiedevo: ma perché fai sempre questi casini? Mi rispondeva: perché tanto se non tradisco io, verrò tradita.
È il principio del chi picchia per primo picchia due volte.
Ma magari chi hai di fronte non ha nessuna intenzione di picchiarti...
E il punto è che ci vuole fiducia per rendersi affidabili. Mantenere la parola data, non tradire la fiducia di una persona che dice di tenere a te, o non tradire una persona con cui hai una relazione, significa credere che ne valga la pena.
Ma se parti prevenuto, se dentro di te pensi sempre che probabilmente verrai rifiutato, deluso e tradito, ti porta a deludere, tradire e allontanare l'altro per primo.
Non ci guadagni nulla nel farlo, ma ti senti meno stupido, no? Non hai concesso la tua fiducia per primo.
Il problema è che poi parte uno strano circolo vizioso, perché chi perdona i tuoi tradimenti perché te li perdona? Perché ne ha fatti anche lui/lei? O perché ne farebbe? O perché vale poco?
Forse ti perdona perché vale poco e quindi se li merita questi tradimenti.
Ti sei costruito una trappola, una profezia auto-avverantesi a base di: deludo (o tradisco) per primo, perché tanto prima o poi verrò deluso (o tradito).
E così ti perdi e allontani da te le persone che tengono a te.
E se non riesci ad allontanarle pensi che valgano poco.
Scegli per te un destino fatto di miseria e squallore.
Sei libero di farlo, eh?
Però è un errore ed è anche un errore molto stupido.

Perché a questo punto varrebbe la pena di esporsi al rischio anziché creare i presupposti per avere la certezza di distruggere tutto in ogni caso.

Nelle relazioni si riceve grosso modo in misura di quanto si dà.
Sa dai poco, ricevi poco.
Se non dai fiducia, non ricevi fiducia.
Se non dai valore e rispetto agli altri, gli altri non ne daranno a te.

Utilizzare l'intelletto per le speculazioni mentali e per cercare di aver sempre ragione, senza mai mettersi in discussione, senza cambiare una virgola delle proprie azioni, è un vero e proprio spreco.
Ed è impossibile cambiare in meglio la propria vita senza cambiare le proprie abitudini, azioni e atteggiamenti.
Ma d'altra parte... “se sai solo ripetere, non è jazz” diceva Billie Holiday, “può essere un bellissimo yodel, quello che ti pare, ma se ripeti e basta non è jazz.” e probabilmente non è nemmeno vita.
È più un piccolo inferno degli ignavi.

Le cose di valore si guadagnano con la fatica e con l'impegno.
Costruire è faticoso e richiede molta fiducia e costanza.
Distruggere è semplice, facile e veloce.
Ma cosa rende più felici?

A ognuno la sua scelta.


sabato 14 aprile 2018

Tossitori.

Ai concerti di musica classica
la gente tossisce.
Mi sono chiesta perché...
Perché sono vecchi?
Per darsi un tono?

No.

Il fatto è che la tosse
è una sorta di gara involontaria
e nello stesso tempo un genere musicale
a sé stante.

Se provate a tossire in treno
il dirimpettaio vi risponderà.
Rifatelo: risponderà di nuovo.

Poi dopo un po' sarà lui a tossire per primo
e voi, vostro malgrado,
vi troverete a tossire
o a lottare contro
l'insopprimibile impulso
di tossire a vostra volta.

Bene:

RESISTETE!

Sicché qualcuno alle vostre spalle tossirà
e il dirimpettaio
di nuovo
risponderà
con una certa ritmicità.

Le tosse era lì
che si accumulava nel vostro petto
e aspettava solo un pretesto
qualcuno che vi ricordasse
che lei era là,
pronta a propompere!

Ci sono tossitori professionali
tossitori dilettanti
tossitori acuti
tossitori baritonali
tossitori solisti
tossitori coristi
tossitori duettanti
- eversori e reazionari -
tossitori tessitori
-che non significa nulla
ma suonava bene.

E comunque è tassativamente
impossibile che i tessitori
non tossiscano.

Di sicuro non da meno dei tassinari,

i tassonomi
e...

i talassoterapisti...


Ah, dimenticavo:

i tossitori tornitori!

venerdì 13 aprile 2018

Not more, not less.

Giving a look to reality
you may see that you cannot ask so much more than you give,
taking love and returning mere admiration.

Hunger takes you distant from love,
but also provoking other's rage takes you away from love.

Love is like a rose
who needs water, but not too much,
cares and kindness, but also space and freedom.

You know I could have been yours, for just the taking,
but you pushed me to go away
and now you try to make me wait for you

eternally.

Take a look to reality
this is not love
this is possession.

I
am
mine,
and you
are
yours,
we can only share ourselves,
if we are two.
Not more.

Not less.

sabato 7 aprile 2018

Skin of clouds

I would like to be careless, clear and wide like the sky is
He never lose his soul
His skin is made of clouds, constantly moving
He'll never have to lie
He'll never have to cry
He'll never have to strain
He only has to be

So dance and slide
even if we
are on the earth
sun will set down
to come back again
So stay with you
watching at clouds
and their flow
changing shapes.

giovedì 15 marzo 2018

Alcuni dicono che debba nevicare ancora.

Ieri è venuta la primavera.
Alcuni dicono che debba nevicare ancora.
Io spero non sia vero – anche se sapevo che sarebbe tornato il freddo.
E tu mi abbandoni proprio in primavera,
proprio adesso che i ciliegi cominciavano a fiorire.

Siamo sempre qui, fermi,
ognuno nella propria rocca
ai piedi di una brocca rotta.


E nessuno sa cosa fare.

Ho sempre odiato la primavera,
l'ho sempre trovata gelida e spietata,
piena di false promesse.

E siamo sempre fermi qui.

E nessuno sa cosa dire.

venerdì 15 settembre 2017

time for puppets...

I've lost my tiny me -Juju-
I don't know where
and I don't know how
but she's gone

and so I thought that time for puppets is ended

I've lost so many time
seeking lost guys
lost persons
who don't even know who they are...

and so I thought time for puppets is ended now.

giovedì 7 settembre 2017

Ricetta del... 2017: Torta di mele quasi Ayurvedica con poco glutine :)

Insomma... molto colpevolmente è una mezza vita che non scrivo più ricette... prima tutti i mesi, ora più niente...
Un po' è che son fatta così, un po' è che:

Da una parte le ricette caserecce, non da chef, a una certa finiscono...

Dall'altra mi sono data ad altri impegni, tipo la sopravvivenza e lo studio dell'Ayurveda...

Ed ecco che arriva una torta semi-Ayurvedica!!!

Ora, in realtà qualsiasi torta vegana, purché adoperi latte di riso o mandorla, sarebbe piuttosto ayurvedica - perché mischiare latticini, uova, legumi e frutta è estremamente sbagliato!

Qui ci mischio solo le uova con la frutta... e con la soia, ok... (perché ci avevo solo il latte di riso e soia, ma voi usate latte di soia o mandorla ed è fatta...)

Ma niente burro e latticini!

Cmq:

gli ingredienti sono a occhio come sempre...

una certa quantità di farina di avena
idem di farina di riso
istess di farina maizena e/o fecola...
2 uova (non so se apprezzate che ve le ho contate... (^____^)....)
alcune mele
un po' di latte di riso
una discreta quantità di fruttosio
olio d'oliva e olio di semi di mais
cannella
un pizzichino di bicarbonato (come agente lievitante)


...e poi sospetto che avrei fatto meglio a metterci delle uvette e un po' di limone e fruttosio in più sulle mele....

Allora... stavolta ci abbiamo gli effetti speciali!
Vai col primo:



ecco, dopo aver separato i rossi dai bianchi, dell'uovo, e averli mischiati col fruttosio (non lesinate, ma non esagggerate), col latte di riso (q.b.), con le farine, l'olio d'oliva e un ciccinin di olio di semi di mais e dopo aver fatto un impasto denso, ma ancora alquanto umido, aggiungeteci un pizzichino di bicarbonato (non esagerate, altrimenti diventa una ciofeca inmangiabboly!).

a questo punto...



montate abilmente l'albume a neve - a mano, mi raccomando, non mi fate quella roba da casalinghe nevrotiche di usare lo sbattitore, suvvia!... e poi non immaginate che soddisfazione dia montare i bianchi a mano... è solo questione di non demordere fino a che non diventa tutto schiuomoso...

e quindi:



versate il vostro capolavoro nell'impasto, e lo mescolate.




poi tagliate a pezzetti le mele, perché la torta di mele se non è strapiena di mele, che torta di mele è? che voi fa'? j'ee voi mette solo de sopra 'e mele? e che tristezza è?

poi a sto punto nn mi ricordo più che ho fotografato più...

ah, ecco... prima e dopo la cura... 




ok, poi ci mettete le fettine di mele (meglio se con aggiunta di fruttosio e limone, e anche uvette dentro l'impasto) ci spolverate la cannella (magari un pochetto pure quella nell'impasto) fate scaldare il forno a 200° e fate cuocere una 20ina di min o poco più.

Fate la prova dello stuzzicadenti - me raccomando! - lo azziccate nella torta, quando esce asciuttino, ma nn troppo la torta è pronta. Se esce umido, la torta non è pronta.
Se non esce... RICOMINCIATE DA CAPOOOO!!! (^___^)

martedì 5 settembre 2017

Eco

Io sono la tua immagine nello specchio
ribaltata
tu sei il negativo
io il positivo
tu in bianco e nero o monocromo
io a colori o in bianchennero
tu menti
io dico il vero
quando tu sorridi, io piango
quando ti rattristi,
sorrido amaramente della tua incapacità di sentire
e dopo un po' mi rattristo anch'io.
E tu torni a sorridere.
Speravo di riuscire a farti sentire il tuo cuore
superando quella coltre di ciarpame
in cui l'hai avvolto,
per difenderlo,
e che invece gli impedisce di essere.

Avrei voluto essere la tua cura,
avrei voluto incontrare il tuo cuore.


Invece ho trovato il tuo orgoglio,
il caleidoscopio delle tue immagini,
le diverse misure del tuo ego.

In cui la mia voce si perde come Eco.


Ora, dimmi, che genere di vantaggi
-concreti-
ti offrono le tue maschere?
ti fanno compagnia? 
ti danno calore? 
ti stringono e ti abbracciano quando ti senti solo? 
ti baciano? 
ti dicono che ti amano?



che genere di conforto ti danno, tutte queste maschere?...

credi di non essere nessuno, senza di loro?

ma sono proprio loro a impedirti di essere qualcuno.

qualcuno un po' felice, a tratti molto.
qualcuno che sente veramente.
qualcuno che non mente.

qualcuno da amare.


giovedì 31 agosto 2017

l'oblio

Non ho ancora capito il senso delle tue parole,
quello che vagheggiano.
Ma le ascolto
e adesso taccio,
per lasciare spazio al tuo silenzio
che piano piano sovrasta le altre parole,
gli altri suoni,
e mi estorce ricordi di luoghi che non avevo visitato mai, ma che pure
riverberano le loro eco sulle scoscese pareti,
tra le angosce che ricercano
e dalle quali sfuggono sfiorandole.
Tocco furtivo carico di conseguenze, ma, ahimé,
le tue parole non se ne avvedono
e corrono, calpestano, strisciano sui vetri rotti
delle finestre, per entrare da altre finestre d'altre case.

Vorrei che la notte indugiasse sul suo cammino, al calare.
Vorrei trovare il sonno abbandonando il capo sul cuscino,
senza restare sulla soglia,
tra il desìo e la bisogna,
tra pensiero e voglia,
tra il sopore e la veglia.

Se potessi non lascerei che le distanze che ci separano cancellassero quel ch'è ormai lontano,
perché l'oblio ripete, e ripete, e...

Mi piacerebbe donarti il filo che ti porterebbe
fuori dal tuo labirinto ciclico
- privato inferno degli ignavi in terra.
Mi allontanerò forse un giorno dall'odissea dei circoli senza vertice
e delle trame senza ordito.



E forse un giorno anche tu getterai le tue funi in un porto. (around 1996)